E’ morta Yayoi Kusama, la regina dei pois giapponese. Una notizia che ha profondamente scosso il mondo dell’arte e del design. A 97 anni, Yayoi Kusama è stata un delle creatrici più influenti del mondo, capace di superare anche i confini territoriali del Giappone per diventare un’icona di stile. I suoi pois hanno segnato un’epoca, e il suo influsso sul design è senz’altro l’eredità più grande che potesse lasciare. Una vita vissuta per l’arte, lasciando un segno indelebile nella storia del design internazionale.

Ma quella di Yayoi Kusama è anche la storia di una grande donna che ha saputo lottare con coraggio contro le avversità della sua esistenza. Segnata, fra l’altro, da esperienze traumatiche, come i problemi psichiatrici che si tradurranno anche in un ricovero volontario in manicomio. Eppure la sofferenza e le fobie, su tutte quella di vedere i suoi disegni distrutti dalla madre, non sono mai bastati a tarpare le ali di questa regina della creatività. Così come non ci è riuscito il suo trapasso. Perché, anche se la donna Yayoi Kusama non è più fra noi, la sua arte vivrà per sempre.

Dai disegni strappati al trionfo dei pois

Uno dei primi ricordi; la madre che strappava i disegni di una giovanissima Yayoi Kusama. Da qui alla ragazzina, che aveva appena dieci anni, venne l’idea di esorcizzare la paura per gli abusi e le ingiustizie con un’arte veloce e fulminea. A base di reti, puntini – i celeberrimi pois che sarebbero diventati il suo simbolo – e simboli dell’infinito ripetuti a oltranza. Nell’arte di Yayoi Kusama c’è tutta la sua storia, la sua personalità sfaccettata e il suo coraggio. Coraggio che la spinse a vivere volontariamente per anni in un ospedale psichiatrico in Giappone. Dove,  tuttavia, le sue creazioni non hanno mai conosciuto una fine. Per Yayoi Kusama, disegnare e creare era come respirare, come vivere; una parte di lei, senza cui non avrebbe mai potuto sentirsi completa.

L'artista con le sue zucche a pois
L’artista con le sue zucche a pois, che lei chiamava “compagni di vita” e che hanno conquistato il mondo

La scelta di trascorrere gli ultimi anni di vita proprio lavorando in un ospedale psichiatrico a Tokyo non va però letta in una chiave romanticizzata. Yayoi Kusama fu estremamente critica nei confronti della società giapponese, e soprattutto del disprezzo verso le donne che ancora vige in molti ambiti del Giappone. Non è un caso che i primi passi nella creatività, Yayoi li mosse negli Stati Uniti. Più precisamente a Seattle, dove dal 1957 abbracciò le correnti avanguardiste, e successivamente a New York.

Ma la sua arte non conosceva confini. Né di spazio né di tempo. Come lei stessa dichiarò durante un’intervista, il suo sogno era quello di tramandare ai posteri il suo concetto di creatività. “Amate le mie opere, anche dopo la mia morte”, lasciò detto Parole che oggi riecheggiano come un lascito e una promessa.

L’arte di Yayoi Kusama vive ancora

E si può dire che la sua previsione ha colto nel segno. Dall’annuncio della sua morte, infatti, la sua arte è tornata a rimbalzare sui Social e su tutte le principali testate giornalistiche. Non una novità, per lei; che con le sue zucche, i pois, i retini e l’infinito era sempre una delle voci più istrioniche e creative del mondo dell’arte. Al punto che perfino Louis Vuitton aveva  collaborato in più di un’occasione con il suo talento creativo. Ad esempio, nel 2023, con la linea di accessori Cruise Collection, su cui svettavano pois a specchio. Nel 2012, invece, nelle boutique Vuitton era perfino comparo un manichino ispirato visivamente all’artista giapponese.

Yayoi Kusama con le sue opere
Il talento visionario e creativo di Yayoi Kusama sarà ricordato per sempre

Caschetto di capelli rosso fuoco, occhiali giganti e abiti che esprimevano la sua passione per i colori sgargianti, le linee e gli immancabili pois; anche nel suo look Yayoi Kusama sapeva essere iconica. E come tutte le grandi dive, ha saputo “far attendere” il pubblico, perfino per la notizia della sua morte. L’artista infatti si sarebbe spenta il 14 Agosto scorso, ma il suo decesso è stato annunciato solo due settimane più tardi, il 27 Agosto. E David Zwirner ha già annunciato, per Aprile 2028, una mostra dedicata all’ultimo decennio della grande artista nipponica.


Leave a comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.