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Non appena si sono chiusi i giochi olimpici sono iniziati i giochi paralimpici, anch’essi, ormai, conclusi. Non tutti sanno che il logo delle paralimpiadi nasconde in esso il senso stesso dei giochi organizzati per i diversamente abili. Scopriamo insieme la storia del logo delle paralimpiadi e il suo significato.

La nascita delle paralimpiadi

Ad un certo punto, nella storia dei giochi olimpiadi, si senti l’esigenza di creare qualcosa di analogo per gli atleti paralimpici. Le prime olimpiadi paralimpiche furono disputate a Roma, nel 1960.

Paralimpiadi
Le paralimpiadi sono nati come giochi paralleli a quelli olimpici

Sono nate come olimpiadi parallele a quelle “ufficiali”. Dopo l’edizione di Roma ne seguirono altre, fino a diventare una costante nelle Olimpiadi Estive. Le prime paralimpiadi invernali, invece, arrivarono nel 1976, con i giochi di Svezia.

Nel 1989 fu fondato il Comitato Paralimpico Internazionale, composto da 176 Comitati Paralimpici Nazionali.

Io mi muovo: il motto delle paralimpiadi

Spirit in Motion, è il motto del Comitato Paralimpico Internazionale, ovvero Spirito in Movimento. Il movimento è espresso dalla forte volontà degli atleti paralimpici di non arrendersi mai, nemmeno di fronte alle sfide più grandi che la vita gli ha messo di fronte.

Tokyo 2020
A Tokyo 2020 si sono disputati gli ultimi giochi olimpici e paralimpici

Il comitato non vuole solo promuovere lo sport ma smuovere la coscienza (lo spirito) sensibilizzando sulle disabilità, che non devono essere considerate un limite, ma un punto dal quale ripartire.

Il movimento, poi, indica anche il principale handicap degli atleti paralimpici, limitati, in quale modo, nel loro movimento. Ma loro non si arrendono e continuano a muoversi.

Io mi muovo: il logo delle paralimpiadi

Lo stesso messaggio si riflette nel logo delle paralimpiadi. Il logo rappresenta i “tre agitos” dei colori blu, verde e rosso. “Agito” in latino vuol dire, appunto, “io mi muovo”.

I tre colori, invece, il rosso, il verde e il blu, rappresentano i tre colori più utilizzati nelle bandiere di tutto il mondo.

I tre agitos si “muovono” attorno a un punto centrale, che dovrebbe rappresentare metaforicamente il mondo intero. Inoltre, il movimento, è inteso anche come gli atleti che smuovono il mondo, con la loro forza di volontà.

“Permettere agli atleti di raggiungere l’eccellenza sportiva ispirando e smuovendo il mondo” – Comitato Paralimpico Internazionale.

La storia del logo delle paralimpiadi

Il logo delle paralimpiadi è stato, negli anni, leggermente modificato, ma non è stato mai completamente stravolto.

Il primo disegno, quello utilizzato dal 1984 al 1994, era ispirato al logo delle Olimpiadi del 1914, disegnato da Pierre de Coubertin. Nel primo logo ci sono cinque Taegeuk, come i cinque anelli delle olimpiadi, ridotti successivamente a tre.

La Bandiera Olimpica ha un fondo bianco, con cinque anelli intrecciati al centro: azzurro, giallo, nero, verde e rosso. Questo disegno è simbolico; rappresenta i cinque continenti abitati nel mondo, uniti dall’Olimpismo; inoltri i sei colori sono quelli che appaiono fino ad ora in tutte le bandiere nazionali” – Pierre de Coubertin.

Logo paralimpiadi
Tre Taegeuk a rappresentare la seconda versione del logo delle paralimpiadi

Dal 1994 al 2004 il logo iniziale venne modificato, riducendo i Taegeuk a tre. I colori utilizzati questa volta: il rosso, il verde e il blu, non erano solamente i colori più utilizzati nelle bandiere di tutto Gli il mondo. Essi rappresentavano, anche, gli aspetti dell’essere umano: la mente, il corpo e lo spirito.

L’ultima versione del logo delle paralimpiadi è stato presentato ad Atene 2004 e rappresenta i tre agitos dello stesso colore dei tre Taegeuk precedenti.

I tre agitos si muovono e smuovono il mondo, dimostrando che niente è impossibile se si ha la volontà di andare avanti. Gli agitos rappresentano lo spirito degli atleti paralimpici, che compiono gesta incredibili nonostante le loro disabilità fisiche. Loro non si fermano mai, proprio come gli agitos e dovrebbero essere fonte di ispirazione per tutti.

 


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