A Roma, in Piazza Mignanelli, è sorta un’incredibile nuova installazione artistica: Selva, una vera e propria selva, trasparente, realizzata in reti metalliche.
Selva: l’installazione
Ci troviamo nel cuore di Roma, a Piazza Mignanelli, a due passi da Piazza di Spagna. Qui è sorta Selva, un’opera dell’artista Edoardo Tresoldi, commissionata per la città dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.

Visivamente l’opera si presenta con sedici colonne / albero realizzate in rete metalliche, ideate proprio per rappresentare una vera e propria selva trasparente urbana.
L’opera è una ricerca sul rapporto tra architettura, paesaggio, materia e memoria, il tutto legato dal filo conduttore del materiale utilizzato dall’artista: la rete metallica.
La Selva è trasparente, ma fisicamente presente e integrata con l’architettura urbana, studiata per modificare la percezione della piazza senza annullarne lo spazio. La trasparenza della struttura è pensata per sovrapporsi al contesto storico nel quale è stata installata, dando a quest’ultimo la possibilità di rimanere sempre visibile.
L’opera commissionata per la città
La Selva di Edoardo Tresoldi è stata commissionata dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti per la città di Roma, per Piazza Mignanelli e per PM23, lo spazio espositivo dedicato alle attività culturali della Fondazione e ubicato nella Piazza stessa.
L’opera è parte del progetto volto a valorizzare la città e, in particolar modo, il Municipio I. Selva è l’emblema del progetto stesso, pensata per aggiungere un’architettura contemporanea senza coprire la cultura e la storia che la circonda.
Le caratteristiche dell’opera
L’opera è composta da sedici colonne realizzate in rete metallica alte sei metri l’una. La struttura è pensata per fondere l’architettura classica delle colonne a quella naturale del bosco e degli alberi.

L’artista gioca con la materia e la luce, grazie alla caratteristica trasparenza dell’opera. Selva si anima di vivaci giochi di luce scenografici quando il tramonto cala sulla piazza.
Le strutture verticali non sono delle semplici colonne, ma l’emblema dell’opera, che fonde due concetti fondamentali e imprescindibili: l’albero, la natura incontaminata, la Selva stessa, e la struttura della colonna classica, in riferimento all’architettura e al patrimonio archeologico romano.
Un’altra caratteristica fondamentale dell’opera è la trasparenza e l’assenza stessa della materia. L’opera è pensata per non bloccare la vista, ma per lasciarla passare attraverso essa, lasciando la natura storica e culturale della piazza nella quale si trova.
Infine, l’interazione con la luce e con lo spazio dell’opera stessa è un altro elemento che caratterizza l’opera. Di giorno la rete metallica cattura la luce naturale, creando giochi di luce e ombra. Di notte, un effetto analogo viene ricreato con un sistema di illuminazione appositamente dedicato.
Selva: dall’albero alla colonna
Il progetto e l’opera architettonica ideata da Edoardo Tresoldi si basa su uno degli elementi fondamentali di tutta l’architettura, sia antica che moderna: la colonna. In particolar modo la colonna come analogia dell’albero in natura.
Tresoldi non si limita a realizzare un solo albero, ma da vita a un bosco intero, anzi a una selva. Sono sedici le colonne albero che danno vita a un’opera monumentale unica e incredibile.
La teoria architettonica individua l’origina della colonna classica proprio dall’albero e dai tronchi dei boschi primordiali. Nell’antichità, prima che l’uomo imparasse a scolpire la pietra dando ad essa la forma di colonna, utilizzava i tronchi per sorreggere la struttura dei primi ripari.
Le strutture di Selva non vogliono essere né del tutto architettura, né del tutto natura, ma vogliono mostrarsi al mondo come una fusione tra i due elementi.


