A Roma è attualmente in corso una mostra dedicata all’artista americano Keith Haring, famoso per i suoi omini stilizzati e il suo stile legato alla cultura pop e alla New York degli anni ’80.
Chi è Keith Haring
Keith Haring è nato nel 1958 ed è venuto a mancare prematuramente a soli 31 anni, nel 1990.

È stato uno dei più grandi e importanti artisti writer statunitensi, un’icona della cultura pop e della street art degli anni ’80. Nonostante la sua prematura scomparsa, l’artista ha lasciato un segno indelebile nella cultura e nel mondo dell’arte.
Come essenza della street art stessa, Haring concepiva l’arte come un bene che deve essere accessibile a chiunque, e non come un qualcosa che deve essere rilegato all’interno di un museo o di una galleria.
Keith esordisce come artista, utilizzando la metropolitana e, in particolar modo i cartelloni pubblicitari nascosti in essa, come tela, facendosi notare sin da subito.
Il suo tratto è inconfondibile e riconoscibile ancora oggi, diversi decenni dopo la sua scomparsa: linee nere, spesse, decise ed essenziali, riempite con i colori più accesi e vivaci. Anche i suoi simboli sono inconfondibili e riconducibili immediatamente a lui: il bambino raggiante, i cani che abbaiano, i cuori batteristi e gli omini stilizzati in movimento.
Haring era molto attivo dal punto di vista sociale e dietro i suoi semplici fumetti si celavano messaggi sociali, come la lotta per i diritti umani e per la pace o la sensibilizzazione sull’AIDS.
La mostra a Roma: dove e quando
La mostra dedicata a Keith Haring a Roma è iniziata lo scorso 6 ottobre 2026 e terminerà il prossimo 11 aprile 2027.

Si tratta di una grande mostra antologica, ospitata nelle sale del Museo di Roma, a Palazzo Braschi, tra Piazza Navona e Piazza San Pantaleo.
Cosa aspettarsi dalla mostra
La mostra propone una grande retrospettiva con oltre 140 opere, ripercorrendo l’intera carriera artistica di Keith Haring. Le opere provengono da diverse collezioni internazionali, tra cui la celebre Nakamura Keith Haring Collection.

La mostra è divisa in quattro aree tematiche:
- Gli esordi a New York e i cosiddetti Subway Drawings (i disegni della metropolitana). Qui troviamo una raccolta delle primissime opere realizzate dall’artista, proprio all’interno della metropolitana di New York. Questi sono accompagnati da una documentazione fotografica, scatti realizzati, tra gli altri da Makoto Murata, che ritraggono l’artista al lavoro per le strade della New York degli anni ’80.
- Le icone e le serie più famose: qui troviamo le sue grafiche più famose, riconosciute a livello internazionale, come il Radiant Baby, il cane che abbaia e l’uomo che balla. Troviamo litografie, incisioni su carta, dipinti di grandi dimensioni, teli in vinile (tra cui anche il dipinto conservato alla Reggia di Caserta).
- Il legame con l’Italia: nel 1984 Haring dipinse a sorpresa un murale sulla scalinata esterna del Palazzo delle Esposizioni, a riprova anche del legame dell’artista con il bel paese.
- Attivismo e impegno sociale: qui troviamo una raccolta di poster promozionali e di protesta, come i manifesti creati per le campagne sul disarmo nucleare, sull’anti apartheid, sulla lotta alla droga e sulla sensibilizzazione sull’AIDS. Tra questi anche il celebre Poster for the AIDS Hotline. Infine, troviamo una serie di oggetti, gadget, cover di dischi e stampati, segno della sua volontà di creare un’arte accessibile a tutti.


