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Oggi parliamo di memes, ovvero di quei contenuti divertenti che spesso troviamo sui social e riportano la realtà in maniera schietta e decisa.

Cosa sono i memes?

Tutti conoscono i memes. Contenuti divertenti realizzati da un connubio di immagini con scritte che le commentano. Possono essere anche video, solo testi o ancora GIF.

Circolano in rete da anni ed hanno una notevole diffusione grazie alla loro capacità di colpire il nostro immaginario. Si trovano spesso sui social, ma proprio per la loro natura replicabile sono usati anche dalle aziende per lanciare prodotti e servizi.

Definire in maniera scientifica cosa siano i memes non è semplice. Quello che è certo è che una delle loro caratteristiche principali è la replicabilità: sono delle idee, delle forme espressive, che possono essere replicate in tanti modi diversi.

Ma davvero i meme sono figli dei nostri tempi e delle tecnologie social? Non esattamente, infatti in origine l’espressione in sè non aveva nulla a che vedere con la rivoluzione tecnologica. La parola memes venne coniata negli anni ’70 dal biologo e divulgatore scientifico Richard Dawkins. L’autore ne parlò nel suo libro dedicato al gene egoista, definendo i memes le “idee che si diffondono da cervello a cervello”.

Dawkins sosteneva che come nell’evoluzione delle specie l’unità di selezione era il gene, così nel campo della cultura l’elemento su cui si gioca l’evoluzione del pensiero è il «memes»; cioè “unità di imitazione”.  Da questo la poliedricità della sua natura. Infatti, queste unità possono essere idee, frasi, musica e qualunque creazione artistica o teorica legata a scienza, filosofia e/o religione.

Come il gene si diffonde in altri corpi attraverso la riproduzione degli organismi, così il memes che abita un cervello, si diffonde in altri cervelli tramite la comunicazione.

Facciamo qualche esempio

Sul sito knowyourmeme.com potrai trovare tantissimi esempi di memes famosi. Uno tra i più famosi è quello “Sii come Bill”, dove il protagonista viene sempre utilizzato come esempio di comportamenti che si ritengono giusti.

Bill cambia ogni volta modo di essere, ma l’immagine è sempre la stessa, così come la conclusione. L’invito di questa tipologia di memes è essere come Bill, comportarsi come lui.

memes bill
Bill è uno dei maggiori protagonisti di memes.

Un altro esempio sono le GIF utilizzate spesso come metafora di emozioni e stati d’animo. Si tratta di immagini animate, in formato bitmap. Riprendono immagini famose da cinema e tv, espressioni facciali o movimenti che raccolgono significati più profondi ed esprimono ciò che chi le invia sta provando.

I memes oggi

Ai nostri giorni, al di là della comunanza del nome, c’è molta differenza tra i memes di Dawkins e quelli che circolano in rete. Non solo per i contenuti. Quelli dello studioso ad esempio si modificavano in modo spontaneo e inconsapevole, mentre i video e le foto che troviamo on-line sono creati e diffusi ad arte dagli utenti social o dalle aziende proprio per innescare reazioni virali.

memes gif
Anche le GIF sono memes virali. L’immagine di Dawson che piange è una delle più utilizzate online

Non è un caso se nella maggior parte dei casi si tratta di semplici battute e video divertenti. L’obiettivo è far sì che vengano condivisi, diffondendosi da cervello a cervello come nei memes originali.

Tra cultura e copyright

Questo tipo di comunicazione nasce dal diritto di citare cose che ci colpiscono in cui ci rivediamo. Un diritto che spesso va in conflitto con l’idea di copyright. Ma realmente chi conosce l’identità di coloro che danno vita ai memes?

Diventa difficile gestire i diritti d’autore su idee grafiche che vengono condivise e riprodotte in loop, tanto che spesso si generano in rete delle vere e proprie copyright wars tra hacker e grafici che si contendono la paternità di questo o quel memes.

Scene, frasi, protagonisti di questi schemi comunicativi derivano come abbiamo accennato quasi sempre da film, fumetti, serie TV, altri prodotti dell’industria culturale legittimamente coperti da royalty. Chi li riproduce annettendovi slogan o altre immagini dice di aver creato una nuova opera, pertanto di non essere in conflitto con l’artista originale.

Su Internet del resto tutto può diventare un memes: una GIF o un breve filmato, un testo, un’immagine divertente, un modo di dire o una battuta. Negli anni persino mosse come la dab dance si sono trasformate in memes, ripetute centinaia di migliaia di volte e in contesti molto diversi da quello originale.

La libertà dei social ha fatto nascere nuovi stili artistici che spesso vanno in conflitto con l’idea stessa di arte, come nel caso dei memes.


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