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Innanzitutto che cos’è un font? Un font è, a grandi linee, l’insieme dei caratteri tipografici con un certo stile, utilizzati per svolgere una certa funzione.

L’etimologia della parola deriva dal francese medievale fonte, ovvero qualcosa che era stato fuso. Ciò deriva dall’origine della stampa, quando il metallo fuso veniva versato nello stampo del singolo carattere. La realizzazione del primo font è storicamente attribuita a George Bruce, nel 1842, anche se in realtà venivano utilizzati anche precedentemente. Ma i caratteri di Bruce erano eleganti e ne consacrarono l’importanza nel mondo della tipografia.

La vera rivoluzione, tuttavia, arrivò molto più tardi, nel 1985, con la digitalizzazione della tipografia. In questo momento il font divenne davvero un elemento di pubblico utilizzo, scegliendolo per scrivere un documento, un e-mail, un progetto, ecc.

Le categorie di font

Basta aprire il menù a tendina di qualsiasi documento per vedere la quantità e la diversità di questi. Tutti provenienti da epoche diverse, culture diverse, con stili e dimensioni diverse.

Per agevolare la suddivisione delle categorie di font si fa una distinzione tra due macrofamiglie principali: i serif e i sans serif, dal francese rispettivamente “con grazie” e “senza grazie”. In italiano sono comunemente conosciuti come graziati e bastoni.

Categorie di font
Serif e Sans Serif

I font serif, aggraziati, sono arricchiti con quelle grazie, allungamenti delle lettere, che le rendono più eleganti. La loro origine è da attribuire all’epoca romana e alle incisione fatte su pietre.

I font sans serif, i bastoni, non aggraziati, sono invece privi di questi allungamenti e le estremità di una lettera terminano così di netto. La loro nascita è, invece, attribuita all’Inghilterra ottocentesca.

Serif

Ogni famiglia, a sua volta, si divide in ulteriori sotto categorie. Quelle dei font serif sono principalmente quattro:

  • Old Style: in ordine cronologico gli old style sono i primi font serif. A loro volta si suddividono in Veneziani e Umanisti, caratterizzati da un basso contrasto tra linee spesse e sottili, e i Gerald o Romani antichi, i quali, invece, hanno un contrasto più marcato e delle lettere più scorrevoli.
  • Transizionali: i transizionali risalgono alla metà del ‘700 e risentono dell’influenza illuminista. Sono caratterizzati da forme geometriche e un netto contrasto tra verticale e orizzontale. Tra i transizionali vi è uno dei font più conosciuti e utilizzati: il Times New Roman.

    Font Serif
    Times New Roman

  • Bodoni o Didoniani: siamo a cavallo tra il ‘700 e l’800 e il nuovo tipo di font è anche conosciuto come Romani moderni. Prosegue con le stesse caratteristiche dei transizionali, ma ulteriormente accentuate.
  • Slab Serif o Egiziani: infine, l’ultimo font, diffusosi nei primi decenni dell’800 prese il nome di egiziano, semplicemente perché all’epoca, l’antico Egitto era molto di moda. Trovarono il loro massimo utilizzo nel mondo della pubblicità.

Sans Serif

I Sans Serif nacquero, come detto, in Inghilterra nell’800, contemporaneamente agli Egiziani e vennero utilizzati per gli stessi fini: la pubblicità. I sans serif si dividono principalmente in tre sottocategorie:

  • Grotesque: i primi sans serif creati presero il nome di grotteschi, un nome mostruoso per l’assenza di grazie nelle lettere, ma che, comunque, trovò una discreta diffusione.
  • Neo-grotteschi: sul finire del ‘800 furono creati i neo-grotteschi, che, tuttavia, furono utilizzati solamente a partire dal secondo dopoguerra.
  • Geometrici: mentre si diffondevano i neo-grotteschi, nacque un altro tipo di font: i geometrici, basati sulle tre forme geometriche di base, cerchio, quadrato e triangolo.

    Categorie di font
    Font Serif e Sans Serif

Altri font

Nonostante i serif e i sans serif sono le due divisioni principali, con il tempo, e in particolar modo con la digitalizzazione della tipografia, si sono diffusi altri tipi di font.

I più popolari tra quelli che non rientrano nelle due categorie principali sono i gotici, che derivano dalle prime lettere stampate sulla Bibbia di Gutenberg.


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