Siamo abituati a indicare i nuovi nati con i colori rosa, per le femminucce, e blu / azzurro, per i maschietti. Sebbene in molti cercano di rompere questo stereotipo con colori neutri, perché i colori non hanno sesso, questa tradizione è più radicata che mai. Ma sapete che non è sempre stato così e quali sono state le motivazioni che hanno portato a questa suddivisione dei colori?
Una tradizione molto recente
Potremmo pensare che uno stereotipo così prepotentemente radicato nella mente umana abbia origini antichissime. Oggi sempre più genitori decidono di sradicare questa convinzione che associa un colore a un sesso piuttosto che a un altro, soprattutto in modo da evitare situazioni di bullismo o simili. Ognuno può indossare ciò che vuole e vestire del colore che vuole.
Ma questa tradizione non è così antica come crediamo, anzi è davvero recente. Meno di un secolo fa non esisteva un colore predefinito per i nuovi nati maschi o femmine, che al contrario vestivano solitamente entrambi di bianco. Inoltre, per moltissimo tempo, il blu e l’azzurro sono stati i colori scelti per il mondo femminile e il rosa e il rosso per quello maschile, fino a un’incredibile e inspiegabile inversione di tendenza.
Bianco: il colore dei nascituri
Come dicevamo, alla fine del ‘800 e nei primi del ‘900 il colore dedicato ai bambini non era né rosa né azzurro, ma era semplicemente il bianco.

Il bianco era facile da gestire e da lavare e poteva essere passato di figlio in figlio, a prescindere dal genere, garantendo un risparmio economico.
Verso la fine dell’800 iniziò a diffondersi l’idea di utilizzare dei colori pastello per i neonati. Questo nuovo trend arrivò in concomitanza con la diffusione di nuove e variegate tinture per tessuti. Tuttavia, i colori scelti erano tenui e non associati a un sesso piuttosto che a un altro.
Rosa per i maschi / Blu per le femmine
Sebbene i colori dei neonati rimanevano neutri, dobbiamo sapere che crescendo una reale distinzione tra i colori degli abiti femminili e quelli degli abiti maschili c’erano, ma erano esattamente l’opposto di quello che è oggi.

Il colore scelto per le femmine era solitamente l’azzurro, mentre quello per i maschi il rosa. Queste due tinte erano una versione più tenue dei classici blu e rosso. Questa scelta è documentata anche in un articolo di giornale del 1918 del Ladies Home Journal. Il giornalista si domandava quale colore scegliere per i maschietti e quale per le femminucce e la risposta era semplice e chiara: il blu è perfetto per le femmine, mentre il rosa è ottimo per i maschietti.
Ma questa distinzione avveniva già nell’antichità. Fino a una certa età i bambini indossavano il bianco, ma diventando grandi gli abiti iniziavano a cambiare.
Il blu è un colore da sempre associato alla purezza e alla delicatezza e proprio per questa ragione non poteva che essere femminile. Mentre il rosa era considerato un po’ come il rosso, ovvero il colore dei politici e dei guerrieri e, quindi, dei maschi.
Anni ’40: inversione del trend
A un certo punto, nella storia, c’è stata un’incredibile e incomprensibile inversione di tendenza. Le grandi aziende iniziarono a pubblicizzare prepotentemente i loro abiti e a puntare su una distinzione dei generi sin dalla nascita. Ovviamente, la distinzione aumentava le vendite, in quanto i genitori non potevano riciclare gli stessi vestiti da un figlio all’altro, soprattutto se questi non erano dello stesso sesso.

Ma perché i colori si sono invertiti? Una delle motivazioni potrebbe essere il fatto che, durante la Seconda Guerra Mondiale, le divise delle lavoratrici e delle volontarie al fronte erano blu. Finita la guerra quelle ragazze e giovani donne vollero allontanarsi quanto più possibile da quel periodo buio, smettendo di indossare il blu e l’azzurro.
Un altro evento che portò le grandi aziende a spingere sulla decisione di utilizzare colori diversi per i nascituri fu l’avvento delle ecografie. Ora che si poteva sapere in anticipo il sesso del nascituro si potevano fare acquisti di genere già prima della nascita e le aziende seppero cogliere quell’incredibile occasione.


