Winston Churchill, sapevate che era anche un pittore? Una grande retrospettiva dei dipinti di Sir Winston Churchill è stata aperta alla Wallace Collection a maggio 2026. La mostra sarà aperta dal 23 maggio al 29 novembre 2026. Egli fu uno dei grandi statisti del XX secolo: Primo Ministro del Regno Unito durante la Seconda Guerra Mondiale e membro del Parlamento per 62 anni. Fu anche un pittore appassionato e prolifico. Nella pittura trovò sollievo dalle pressioni della vita pubblica e una fonte di gioia che lo accompagnò per tutta la vita. Scopriamo insieme questa retrospettiva.

Conosciamo Winston Churchill: Il Pittore
Winston Churchill: Il Pittore sarà la prima grande retrospettiva sulla sua arte in oltre 60 anni, con più di 50 opere, molte delle quali provenienti da collezioni private. Egli iniziò a dipingere nel 1915, in un momento di crisi personale e nazionale. Quello che era iniziato come un rifugio privato si trasformò in una duratura disciplina creativa. Questa mostra ripercorre il suo percorso artistico dal 1915. Passando attraverso scene di guerra, nature morte e paesaggi vibranti, in particolare quelli ispirati al Marocco. Mette in luce il suo sviluppo artistico, le sue influenze e le sue relazioni creative, offrendo una nuova prospettiva su Churchill come artista e rivelando il conforto personale che la pittura gli offrì accanto alla sua vita pubblica.
Beati i pittori, perché non saranno soli. Luce e colore, pace e speranza, terranno loro compagnia fino alla fine.
Winston S. Churchill, “La pittura come passatempo”
Ammirate scene di guerra cupe e radiose vedute del Mediterraneo, nature morte e ritratti accuratamente composti, luminosi paesaggi urbani marocchini e dipinti profondamente personali di Chartwell, l’amata casa e il giardino di Churchill. Durante la sua vita, alcuni dei suoi dipinti furono esposti alla Royal Academy, oppure donati come pegni di amicizia o regali diplomatici. Ma la maggior parte fu realizzata esclusivamente per il piacere e la sfida del processo creativo.
Seguendo un approccio cronologico, la mostra “Winston Churchill: Il Pittore” ripercorre il suo percorso artistico, dai suoi esordi incerti alle audaci opere della maturità, rivelando un pittore dalla sorprendente versatilità. I visitatori potranno ammirare cupe scene di guerra e radiosi porti mediterranei. Accanto a nature morte finemente dettagliate e ai luminosi paesaggi urbani marocchini che dipinse come doni diplomatici.

Chi furono i suoi mentori?
I dipinti saranno affiancati da un piccolo gruppo di opere dei suoi mentori e amici artistici, tra cui Sir John Lavery (1856-1941) e Sir William Nicholson (1872-1949). Che aiuteranno i visitatori a esplorare il suo sviluppo artistico e le sue influenze. Accanto a queste opere, la mostra svelerà i fili conduttori tematici chiave che hanno plasmato la vita creativa di Churchill. Inclusa l’influenza di Walter Sickert (1860-1942), che lo incoraggiò a sperimentare nuove tecniche.
I primi ritratti dipinti nello studio di Lavery e i rari “quadri di guerra” realizzati al fronte in Belgio catturano sia l’atmosfera cupa della Gran Bretagna in tempo di guerra, sia i primi passi incerti di un artista dilettante che impara il mestiere. Seguiranno le visioni profondamente personali della sua amata Chartwell, e i giardini e gli interni delle case di campagna degli amici. Spazi contemplativi in cui trovava rifugio dalle pressioni della vita pubblica. La mostra presenterà un ampio gruppo di opere provenienti da Chartwell, ora gestite dal National Trust, uno dei principali prestatori dell’esposizione.
Man mano che i visitatori percorrono la mostra, il racconto si allarga alla passione di Churchill per la pittura di nature morte, influenzata dal costante incoraggiamento di Nicholson. Qui, argenteria, bottiglie e ceramiche riflettenti rivelano il suo piacere per la composizione, il colore e la consistenza. La mostra si sposta poi sui luminosi paesaggi dell’Europa meridionale. Tra i quali spiccano i porti, le città costiere e le ville della Costa Azzurra, dell’Italia e della costa atlantica, dipinti con colori intensi e pennellate energiche.

Il rapporto di Churchill con il Marocco
Verrà esplorato il profondo legame di Churchill con il Marocco. Attraverso le celebri scene di Marrakech raffiguranti l’Hotel Mamounia, la Moschea Koutoubia e le montagne dell’Atlante. Le ha dipinte con un’esuberanza e una sicurezza che segnano l’apice della sua maturità artistica. In queste opere egli esplora il contrasto cromatico tra la pianura arida, il verde della vegetazione e le cime innevate delle montagne sullo sfondo.
Churchill visitò Marrakech sei volte tra il 1935 e il 1959. E, nel gennaio del 1943, ha convinto il presidente degli Stati Uniti Roosevelt (1882-1945) a recarsi lì con lui. Il dipinto realizzato per il presidente durante quel viaggio fu l’unico che creò durante la Seconda Guerra Mondiale.


