Jean-Marie Appriou: in mostra “Canto Infinito” le sue sculture a Palazzo Strozzi, visionabili dal 22 maggio al 23 agosto 2026. La mostra riunisce una serie di nuove opere dell’artista francese, offrendo una panoramica della sua ricerca, oggi considerata tra le più innovative della scultura contemporanea. La sua pratica artistica si contraddistingue per la costante sperimentazione con i materiali, tra cui alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera. Attraverso un approccio profondamente materico e sensoriale, l’artista dà forma a figure sospese in una dimensione indefinita tra umano, animale e vegetale. Il suo immaginario visivo trae ispirazione da miti antichi , fantascienza e cultura contemporanea: cavalli, serpenti, creature marine e creature ibride. Che popolano un universo simbolico in cui le forme sembrano oscillare tra acqua e terra, luce e oscurità, stabilità e trasformazione.

Jean-Marie Appriou: Canto Infinito
Il titolo della mostra evoca l’idea di un movimento perpetuo, privo di origine e di conclusione, rievocando una realtà in cui tempo, materia e immaginazione sono in continua trasformazione. Concepite come momenti di un unico percorso, le opere esposte rimandano al patrimonio culturale e simbolico della Divina Commedia. La ricerca di Appriou si intreccia inoltre con una vasta rete di riferimenti letterari e mitologici , che non si presentano come citazioni statiche, ma come presenze vive, incorporate nella materia delle sculture e fuse all’interno del percorso espositivo.
Jean-Marie Appriou. CANTO INFINITO è promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze. Il progetto riunisce una selezione di nuove opere create appositamente per gli spazi fiorentini e ribadisce il ruolo del Project Space come luogo dedicato alla ricerca contemporanea e ai progetti site-specific.
Sul sito ufficiale si legge: Il punto di partenza della mostra “CANTO INFINITO” per il Project Space di Palazzo Strozzi è la figura di Dante Alighieri e la sua “Divina Commedia”. Per Jean-Marie Appriou, il poema dantesco non è un modello da illustrare, ma una “matrice vivente” e un orizzonte culturale da cui trarre visioni popolate da esseri ibridi e paesaggi mutanti.
“CANTO INFINITO” evoca l’idea di un flusso continuo senza inizio né fine, un viaggio iniziatico attraverso diversi stati dell’essere dove la scultura dialoga con i mondi visionari di William Blake, le cosmologie di John Milton e le suggestioni dell’antico Egitto.
Una mostra che vi consigliamo caldamente, se vi trovate a Firenze. Ci sono delle sculture meravigliose e questo giovane artista, se non lo conoscevate prima, merita di essere scoperto. Se amate le sculture, non potete assolutamente perdervi questa esposizione meravigliosa al Palazzo Strozzi.

Conosciamo meglio l’artista
Nato a Brest nel 1986 e residente a Parigi, Jean-Marie Appriou è oggi considerato una delle voci più originali della scultura contemporanea. La sua pratica si contraddistingue per l’uso sperimentale di materiali come bronzo, alluminio, vetro, argilla e cera, attraverso i quali l’artista dà forma a figure sospese tra l’umano, l’animale e il vegetale. Cavalli, serpenti, creature marine, corpi intrecciati ed esseri ibridi popolano un universo visionario in cui mitologie arcaiche, fantascienza, letteratura e cultura contemporanea si fondono in un immaginario stratificato.
Il titolo CANTO INFINITO evoca l’idea di un flusso continuo, senza un inizio né una fine definiti, e suggerisce un viaggio in cui materia, tempo e immaginazione sono in costante trasformazione. Centrale in questo senso è il riferimento alla Divina Commedia, che per Appriou diventa non solo una fonte iconografica. Ma un orizzonte simbolico attraverso cui riflettere sui temi della soglia, del viaggio, della metamorfosi e del passaggio tra mondi diversi. In questo senso, Firenze assume un ruolo particolarmente significativo: in quanto città di Dante e luogo in cui la memoria del poema rimane profondamente radicata, diventa il contesto ideale per un progetto che reinterpreta l’eredità dantesca in chiave contemporanea.

Energia visionaria
Le sculture di Appriou non illustrano il testo di Dante, ma ne evocano l’energia visionaria. Trasformano lo spazio espositivo in un viaggio attraverso oscurità e luce, corpo e spirito, passato e futuro. Con riferimenti all’Inferno, al Paradiso, alla mitologia egizia e all’iconografia medievale, CANTO INFINITO invita i visitatori a entrare in uno spazio immersivo e contemplativo. Dove ogni opera si presenta come una soglia aperta all’interpretazione.


