Con il vino si sa, è questione di etichetta, a maggior ragione quando parliamo di packaging. Raramente infatti si progettano veri e propri contenitori per le bottiglie di vino e, anche queste ultime, non possono variare poi di molto (sarebbe davvero difficile tenere in cantina bottiglie tutte diverse). Per questo motivo quando parliamo di wine packaging parliamo sopratutto di etichette.

Wine packaging: un etichetta molto importante

Il compito di attirare l’attenzione, per quanto riguarda il vino, è quindi esclusivo dell’etichetta. In enoteca, ma anche al supermercato, lo sguardo vaga alla ricerca del vino giusto per la serata: ma ad un tratto si posa su una bottiglia che non aveva considerato prima, l’etichetta è aggraziata, c’è una falce di luna grigia, la bottiglia è completamente nera, elegante, è perfetta per la cena a cui dovete andare.

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Un vino dall’etichetta elegante è perfetto da portare ad una cena anche se non siete esperti

Perché sì, quanto ci si presenta a casa di qualcuno, sopratutto se non ne sa molto di vini, quello che fa la differenza è l’etichetta. Non ci sono confezioni da soppesare, non ci sono gadget che colpiscono, niente, la scelta cade sull’etichetta che ci piace di più, certo almeno se non siamo degli esperti.

Un’amante dei vini può sorvolare su una grafica anonima, colori poco di moda e font vetusti. Ma un novellino no, sì può tentare anche di leggere le indicazioni sul retro che fanno tanto sommelier: gusto fruttato, note legnose, retrogusto di vaniglia, ma alla fine tra due vini che non si conoscono si sceglierà sempre quello con l’etichetta migliore.

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Un etichetta può evocare il luogo di produzione, sensazioni e sapori più di molte altre parole

Non che serva per forza un disegno ad acquerello o un dipinto ad olio per impressionare, basta anche una grafica ben fatta, che trasudi professionalità. Perché diciamocelo per i palati non allenati a poco servono le indicazioni delle origini di produzione o del vigneto, è praticamente impossibile scegliere quale vino si preferisce se non magari assaggiandolo.

La scelta dell’etichetta giusta

E qui che entra in campo il wine packaging. Si tratta inizialmente di determinare il target che può avere un determinato vino, o il target che si vorrebbe avesse. Infatti un’etichetta molto estrosa potrebbe avvicinare un ventenne ma allontanare un affezionato consumatore di sessant’anni che non riconosce più il prodotto e teme anzi abbia cambiato gusto.

Inoltre va valutato dove sarà distribuito: se solo in enoteca, al supermercato o anche nei ristoranti. L’etichetta di un vino è come la copertina di un libro, deve attirare l’attenzione ancor prima che si possa sapere se quello che c’è dentro ci piacerà. E, sopratutto, non ci deve lasciare delusi dopo!

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Lo champagne Perrier-Jouet Belle Epoque ha sicuramente un target sofisticato, prettamente femminile

Matthew Latkiewicz è un produttore e attore americano, amante del vino, ha deciso di fare una sorta di ricerca classificando i vini preferiti, secondo anche la loro etichetta. Il risultato è stato interessante: un vino con una bella etichetta raramente non gli era piaciuto.

Trovo che ci sia una certa correlazione tra etichetta e prodotto. Se mi piace l’etichetta, tendo ad apprezzare quel vino. Quindi sono arrivato a due conclusioni: 1 Tutti noi siamo influenzabili. Se mi piace come appari, probabilmente mi piacerai o, quantomeno, sarò portato a interessarmi a te. 2 Da consumatore, penso che se mi piace l’etichetta che ha scelto quel produttore, mi piacerà anche il suo vino.

Per questo motivo vale la pena investire sul design del wine packaging, sembra solo una semplice etichetta, invece più di una copertina serve a presentare tutto il mondo che sta dietro ad un determinato vino.