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Si è da poco conclusa la Milano Design Week, che quest’anno è stata vissuta in modo un po’ diverso. Ingressi contingentati, distanziamento, mascherine, ma anche tanta voglia di ripartire e ricominciare. È per questo che quest’anno il Salone del Mobile (evento clou della settimana del design milanese) ha preso il nome di Supersalone. Ma la Milano Design Week non è stata solo Salone del Mobile. Ecco alcuni dei progetti più curiosi e interessanti che sono stati presentati nel corso della settimana del design.

ID: Tutte le identità del design

Si tratta di una mostra che è stata diffusa per tutta la città, nel corso della Milano Design Week. La mostra ha unito esposizioni classiche ed esperienze di realtà aumentata.

Alla mostra hanno collaborato WeAreYou and YouParti e, in molti, hanno approfittato dell’espediente della realtà aumentata per presentare le loro creazioni. Come Anita Zampaglione, che ha presentato la sua poltrona AZ17#3. O Fortuny, azienda tessile veneziana, che ha presentato ai visitatori i suoi pattern, utilizzando delle farfalle che hanno riempito il quartiere Isola di Milano.

Milano Design Week: Hang del gruppo Building

La coltivazione indoor è un fenomeno in forte crescita, che prevede un’esplosione di richieste nei prossimi anni. Non poteva esserci città migliore di Milano per presentare il progetto Hang.

Milano Design Week Hang
Il Progetto Hang del Gruppo Building prevede la cultura aeroponica

Hang è un progetto di “Forrest in Town”, ovvero prevede l’istallazione di diverse serre aeroponiche per le coltivazioni.

La coltivazione aeroponica prevede un minore spreco di acqua e meno effetti collaterali, come la presenza di insetti o la contaminazione del terreno.

Be Water

Se quello che cercavate nella Milano Design Week era un progetto “colossale” lo avrete sicuramente trovato in Be Water, parte del progetto Toiletpaper di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari.

Be Water
Be Water è il murales della piscina Cozzi

Be Water è un immenso murales di 30 metri di lunghezza e 10 altezza, che domina sopra la piscina Cozzi e si riflette nell’acqua della stessa.

La location non è certo scelta a caso. La piscina Cozzi è, infatti, la prima piscina coperta italiana, progettata e realizzata nel 1934.

Milano Design Week: Alcova

Tra le mostre che più hanno fatto parlare di sé nel corso di quest’edizione della Milano Design Week c’è sicuramente l’Alcova.

Alcova
Tra i progetti più interessanti della Milano Design Week c’è sicuramente la mostra Alcova

Innanzitutto a far parlare è stata la location stessa. Un edificio abbandonato, reclamato dalla natura e ai margini della città. Si tratta di tre palazzine dell’ex Ospedale Militare di Baggio, la casa delle suore, la lavanderia e la cappella.

Al suo interno sono stati presentati diversi progetti, ma tra i più interessanti troviamo, senza dubbio, la fedele riproduzione di un set cinematografico: il Korova Milk Bar di Arancia Meccanica.

Milano Design Week: Masterly

Masterly è il padiglione dei paesi bassi, che ha riempito di fiori il cortile di Palazzo Turati. Attraverso le stanze del palazzo, poi, vi erano le esposizioni dei designer olandesi più famosi. Design classico e contemporaneo che si fonde perfettamente e armoniosamente con le antiche sale del palazzo. Infine, il Masterly si concludeva con il rooftop, un lounge bar e drink con vista su Milano.

Masterly
Nel cortile del Palazzo Turati i fiori ci accolgono al Masterly, il padiglione dei Paesi Bassi

Tra le esposizioni che più hanno colpito del Masterly troviamo la Stone House, un progetto dello Studio Stefan Scholten che recupera lastre di marmo di scarto per realizzare superfici.

Il TrashFormation Village

Infine, un piccolo evento satellite dal cuore green. Il Gruppo Marazzato è un’azienda leader nel settore delle bonifiche e nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti industriali.

Alla Milano Design Week hanno presentato il TrashFormation Village, un visionario progetto di villaggio, che si fonda sul design, architettura, tecnologia, arte, sport e musica.

Ma la vera rivoluzione del progetto sono i Geopolimeri di fanghi di dragaggio e segagione, utilizzati per la realizzazione di prototipi di piastrelle per pavimentazione urbana con l’utilizzo di inerti.

L’esempio perfetto di economia circolare e di come il design abbracci il riciclo.


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