Si sono da poco concluse le paralimpiadi di Milano Cortina 2026, per i giochi olimpici invernali che quest’anno si sono disputati in Italia. Oggi vogliamo parlare della bellezza del suo logo e del suo significato. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul logo delle paralimpiadi.

Logo Milano Cortina 2026

Abbiamo esaminato più di una volta i loghi e tutta l’identità visiva dei giochi olimpici. In particolar modo quest’anno, in occasione dei giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, abbiamo parlato della sua identità visiva, del suo logo e delle sue mascotte.

Il logo delle paralimpiadi
Milano Cortina 2026

Il logo rappresenta semplicemente un dito che disegna il numero 26 su un vetro appannato. La sua realizzazione voleva ricreare il concetto di semplicità e di umanità.

Sotto di esso, con un font Bold Italic, la scritta “Milano Cortina 2026”. Al di sotto di esso, ancora, il logo con i cinque cerchi olimpici, per le Olimpiadi, e quello dei tre agitos per le paralimpiadi. Ed è proprio di questo che vogliamo parlare.

La nascita delle paralimpiadi

Con il termine paralimpiadi si indicano dei giochi paralleli a quelli olimpici. L’idea nasce grazie al lavoro di Ludwig Guttmann, neurologo tedesco con una visione innovativa del ruolo dello sport nella medicina. Guttmann pensava che l’attività sportiva poteva avere un ruolo fondamentale nella riabilitazione dei soldati paraplegici della seconda guerra mondiale, non solo a livello fisico, ma anche e soprattutto a livello psicologico.

Il logo delle paralimpiadi
Il logo delle paralimpiadi

Le sue idee diventarono un movimento internazionale e nel 1960 Guttmann e Antonio Maglio riuscirono a realizzare per la prima volta delle competizioni sportive dedicata ad atleti con disabilità. Questa competizione si svolse in Italia, in concomitanza con i giochi olimpici di Roma. Tuttavia, solo anni più tardi quella competizione fu riconosciuta ufficialmente come le prime paralimpiadi della storia.

La nascita degli Agitos, il logo delle paralimpiadi

Quando i giochi paralimpici vennero riconosciuti come una competizione parallela alle Olimpiadi, ne venne disegnato anche un logo specifico.

Gli Agitos furono disegnati nel 1994 dal designer londinese Sheridan D.G. Davies, ma furono introdotti come simbolo ufficiale solamente nel 2004.

Prima di allora venivano utilizzati i Taegeuk, cinque gocce, disegnate da Pierre de Coubertin, che richiamavano i cinque cerchi olimpici.

Inizialmente si pensava che quella fosse la soluzione migliore, proprio per la somiglianza tra i due loghi e l’idea che i due eventi dovevano essere due manifestazioni sportive assolutamente parallele. Ben presto, però, si capì che la somiglianza dei due loghi comportava diversi problemi e per questo subentrò l’esigenza di cambiare il logo delle paralimpiadi.

Gli Agitos

Ed è proprio qui che entrano in gioco gli Agitos. Il simbolo è composto da tre forme curve dei colori rosso, blu e verde, posizionate in modo da formare un movimento circolare.

Il logo delle paralimpiadi
Gli Agitos

Se le forme sembrano muoversi, lo è altrettanto il nome. Il termine Agitos, infatti, deriva dal latino agito, mi muovo. Il movimento è l’idea del cambiamento, dell’andare avanti, guardando al futuro.

Le tre forme curve rappresentano i tre aspetti fondamentali dell’uomo: la mente, il corpo e lo spirito. I colori scelti, invece, sono il rosso, il blu e il verde, quelli maggiormente presenti nelle bandiere di tutto il mondo.

L’evoluzione del logo delle paralimpiadi

L’introduzione del nuovo logo delle paralimpiadi segnò un cambiamento importante. Anche la forma fu un cambiamento importante. Il movimento circolare vuole dare l’idea di un mondo che si muove insieme in armonia.

Ma la sua vera forza è che questo logo non rappresenta le persone con disabilità, ma è un invito ad andare avanti e guardare oltre, nonostante le difficoltà.

“Dove non arriva il corpo arriva la mente. Dove non arriva la mente arriva lo spirito”.