Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a una vera e propria ondata di rebrand e restyling grafici che ha coinvolto i colossi del largo consumo globale. Il packaging e i loghi che abbiamo conosciuto per decenni stanno cambiando pelle. Ma cosa c’è dietro questa trasformazione di massa?
Nel panorama del visual design contemporaneo, il restyling di un brand non è mai una semplice operazione estetica. Cambiare un logo, una palette cromatica o la forma di un packaging significa riposizionarsi sul mercato, intercettare nuove abitudini di consumo e rispondere a precise sfide culturali ed economiche.
Ecco come cinque grandi brand hanno recentemente ridefinito la propria identità visiva per restare rilevanti nel mercato globale.
Aperol
La storica bottiglia si rifà il look diventando più snella, slanciata ed elegante, pensata per elevarsi in contesti di aperitivo più raffinati. Il packaging punta tutto sul valore sensoriale ed ereditario: una nuova texture zigrinata la rende immediatamente riconoscibile al tatto, mentre l’etichetta si fa più piccola e trasparente per lasciare spazio al vero protagonista, il celebre colore arancione. Sul fondo spicca infine il monogramma dei fondatori, un dettaglio identitario che celebra la storia del marchio.

Borotalco
Il restyling della linea bagnodoccia mira a consolidare il brand come punto di riferimento per l’igiene personale sia in Italia che all’estero. La nuova forma richiama lo storico flacone conferendogli maggiore autorevolezza e riconoscibilità. Sull’etichetta compaiono le scritte “buongiorno”, “buonasera” o “buonanotte” affiancate da grafiche di sole e luna: una scelta iconografica che da un lato esporta l’italianità nel mondo e dall’altro suggerisce il momento d’uso ideale. Il verde iconico domina la composizione e, integrato con dettagli bianchi e la banda rossa, evoca il tricolore all’interno di un design pulito e tecnico.
KFC
La catena di pollo fritto firma il più grande restyling della sua storia mettendo al centro il suo oggetto più iconico: il bucket. Se nel vecchio logo il Colonnello Sanders appariva piatto e soffocato al centro della composizione, nel nuovo sistema visivo il bucket non è più un semplice contenitore, ma diventa il brand stesso. Abbandonata l’estetica flat per un effetto più tridimensionale e dinamico, il volto del fondatore è stato ridisegnato per un maggior impatto visivo, affiancato da un lettering sviluppato in verticale per dare slancio. La nuova identità si estende coordinata su packaging, menu e interior design dei ristoranti.

Coca-Cola
Il restyling della lattina di Coca-Cola Zero Sugar elimina la percezione di “prodotto alternativo”: la dicitura senza zucchero non è più in forte evidenza ma è integrata sotto il logo principale, ora più grande e centrale. Questa scelta completa un percorso di uniformazione iniziato nel 2016 (con il passaggio dallo sfondo nero al rosso) per posizionare la versione Zero allo stesso livello dell’originale. Una mossa strategica per incentivare i consumi della variante senza zucchero, spinta sia dalla crescente attenzione della Gen Z verso la salute, sia dalle pressioni regolatorie e fiscali (sugar tax) in diversi paesi europei. Più in generale, Coca-Cola ha unificato l’intera gamma sotto un unico sistema visivo basato su un solo rosso e un solo lettering per rafforzare la coerenza globale del marchio. D’altronde, questo brand è sempre stato sulla bocca di tutti per le sue iconiche trovate di marketing.
Pringles
Dopo oltre sessant’anni di storia caratterizzati dall’inconfondibile tubo rigido, Pringles rivoluziona la propria distribuzione affiancando al formato classico le nuove bustine per la versione “Mini” in confezione multipack. Il packaging cambia radicalmente forma e materiali per adattarsi a nuove occasioni di consumo legate alla praticità e allo snack on-the-go, dimostrando come il design possa evolversi per intercettare momenti della giornata precedentemente inesplorati.

Il restyling moderno non serve a creare qualcosa di completamente “nuovo”, ma a distillare l’essenza storica di un brand rendendola adatta al presente. Se togli tutto il superfluo, cosa rimane della tua marca? È quello il vero logo.


