Daniel Widrig e la sua mostra Working Out svela il processo che si cela dietro l’arte realizzata digitalmente. Le creazioni scultoree di Daniel Widrig sfumano i confini tra corpo, natura e tecnologia. Anziché presentare solo opere finite, Working Out pone l’accento sui processi che ne sottendono la creazione. La produzione in corso di Widrig è visibile per tutta la durata della mostra, grazie all’utilizzo di strumenti di fabbricazione digitale come la stampa 3D , la fresatura CNC e i bracci robotici. Lo spazio è organizzato per ospitare la produzione dal vivo, dove materie prime, strumenti ed elementi non finiti sono esposti accanto ai risultati finali.

Daniel Widrig
L’esibizione con le opere realizzate con la stampa 3D.

Daniel Widrig e le sue creazioni scultoree

Una delle sue mostre più interessanti “Working Out” si è svolta nel 2025. Fino al 25 maggio 2025, il Neues Museum Nürnberg si è trasformato in un dinamico laboratorio creativo con Daniel Widrig: Working Out. Una mostra personale dell’artista, architetto e designer londinese di origini normanne. Sfocando i confini tra studio e galleria, pubblico e artista, Working Out invita i visitatori a sperimentare i processi grezzi e non filtrati che si celano dietro la progettazione e la fabbricazione digitale.

Lungi dall’essere una semplice esposizione statica, la mostra presenta Widrig non solo come creatore, ma anche come interprete del processo creativo. Per tutta la durata dell’esposizione, sarà fisicamente presente nello spazio, progettando e realizzando nuove opere in tempo reale utilizzando tecnologie all’avanguardia, tra cui la stampa 3D, la fresatura CNC e i bracci robotici. I visitatori potranno assistere in prima persona alla trasformazione delle idee in forme scultoree, creazioni di moda sperimentali e frammenti architettonici.

Daniel Widrig
Le sue opere hanno una fluidità e un movimento unici.

Il titolo Working Out gioca su un duplice significato: fa riferimento sia allo sforzo fisico e mentale del processo creativo, sia al visibile dispiegarsi delle soluzioni artistiche. Invece di nascondere la complessità dell’invenzione, la mostra la celebra, esponendo materie prime, strumenti, stampi e macchinari accanto alle opere finite. Workshop interattivi offrono ai visitatori l’opportunità di interagire direttamente con i metodi di Widrig, tra cui la scultura in realtà virtuale e gli strumenti digitali generativi. Queste sessioni promuovono un ambiente partecipativo, rispecchiando l’etica fondamentale della mostra, basata su collaborazione e trasparenza.

Daniel Widrig
La sedia Degenerata, realizzata con la stampante 3D.

Daniel Widreg: l’uso delle stampanti 3D

Il lavoro pionieristico di Widrig esplora le intersezioni tra arte, design e tecnologia. Dagli abiti stampati in 3D sviluppati con Iris van Herpen (nominati una delle migliori invenzioni dell’anno dalla rivista Time), alle sculture e installazioni esposte al Centre Pompidou e al V&A, continua a spingere i confini della creatività digitale. Una delle sue opere più apprezzate è uno sgabello utilizzando una miscela di zucchero, gesso e vino di riso giapponese.

Widrig ha progettato la forma della Sedia Degenerata utilizzando tecniche tipicamente impiegate nella creazione di personaggi tridimensionali complessi per film e videogiochi. La forma dello sgabello è stata inizialmente modellata utilizzando un software di tassellatura 3D e ottimizzata rimuovendo il materiale dove non era strutturalmente essenziale, prima che la forma risultante venisse scomposta in una matrice ad alta risoluzione di pixel tridimensionali, o voxel.

Quando Widrig, il partner specializzato nella stampa 3D, si è trovato nella situazione di dover produrre lo sgabello utilizzando un processo di stereolitografia industriale scartato dal progetto, Widrig si è rivolto a una ricetta open-source che combina gesso, zucchero e sakè per creare un materiale utilizzabile con le stampanti 3D standard. “La ricetta che abbiamo utilizzato si basa su ricerche preesistenti, ma l’abbiamo ulteriormente sviluppata, perché le ricette originali solitamente producono pezzi troppo ruvidi e fragili per le stampe ad alta risoluzione”, ha dichiarato Widrig a Dezeen. “A nostra conoscenza, è la prima volta che un prodotto funzionante in scala 1:1 di queste dimensioni viene stampato in questo modo.”


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