Il mondo dell’arte piange la scomparsa di Franco Fontana, maestro indiscusso della fotografia e della cromia visiva, spentosi a Modena il 29 agosto all’età di 92 anni. Nato a Cognento (Modena) il 9 dicembre 1933, Fontana si è distinto nell’arco di una carriera eccezionale come uno dei protagonisti più influenti del panorama internazionale contemporaneo, capace di rivoluzionare il linguaggio fotografico e la concezione visiva dello spazio.

La rivoluzione del colore: tra geometria e astrazione

Avvicinatosi al mezzo fotografico da autodidatta nel 1961, Fontana muove i suoi primi passi all’interno dei fotoclub amatoriali dell’epoca, orientando fin da subito la propria ricerca verso la forza espressiva del colore. In un’epoca in cui l’astrattismo in fotografia era ritenuto un dominio esclusivo del bianco e nero, il maestro modenese sovverte le regole del gioco.

Per Fontana, il colore cessa di essere un mero dettaglio descrittivo e diventa la vera e propria struttura compositiva dell’immagine. Attraverso un occhio rigoroso, linee essenziali e campiture cromatiche nette, l’artista ha saputo trasfigurare paesaggi naturali e scorci urbani in composizioni visive autonome, sospese sul confine sottile che separa la realtà dalla pura percezione astratta.

Il suo approccio partiva da una precisa visione filosofica dell’atto fotografico:

“Scattare è questione di pensiero. Bisogna fotografare quello che si sente, non quello che si vede. Le immagini sono un’emanazione del fotografo, traducono in un linguaggio universalmente comprensibile la sua interpretazione del mondo.”

Franco Fontana fotografo

Franco Fontana fotografo: mostre, pubblicazioni e grandi istituzioni

La svolta espositiva per Fontana arriva nel 1968 con la prima personale a Modena, punto di partenza di un’ascesa che lo porterà nei centri culturali più prestigiosi del pianeta. Con oltre 400 mostre (tra personali e collettive) all’attivo e circa 70 libri pubblicati ed editi in tutto il mondo, la sua opera è oggi custodita nelle collezioni permanenti di più di 50 musei internazionali. Tra questi figurano istituzioni iconiche come:

  • Museum of Modern Art (MoMA), New York
  • Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi
  • Victoria and Albert Museum, Londra
  • Stedelijk Museum, Amsterdam
  • Museo Puškin delle belle arti, Mosca
  • Metropolitan Museum, Tokyo

Accanto all’ambito espositivo, il suo talento narrativo ha trovato spazio nelle grandi campagne pubblicitarie per brand iconici (tra cui Fiat, Volkswagen, Versace, Sony, Canon, Ferrari e Kodak) e in autorevoli collaborazioni redazionali con testate del calibro di Time-Life, Vogue, Times, Il Venerdì di Repubblica e Sette.

Il suo instancabile contributo alla cultura gli è valso il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1989 e la Laurea Magistrale ad Honorem in Design eco-compatibile conferitagli dal Politecnico di Torino nel 2006.

Franco Fontana fotografo

Il legame con Modena e la memoria collettiva

Nonostante il successo planetario, i workshop tenuti in università e accademie da New York a Tokyo e le collaborazioni con enti come il Centre Pompidou e il Guggenheim Museum, Fontana ha mantenuto per tutta la vita un legame indissolubile con la sua terra d’origine.

Un rapporto testimoniato dalla generosa donazione alla Galleria Civica di Modena di un fondo di 1.600 opere, che ripercorre non solo la sua produzione ma anche i suoi scambi intellettuali con grandi colleghi come Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Sebastião Salgado e Josef Koudelka. Nel 2024, proprio Modena ha celebrato il suo maestro inaugurando i nuovi spazi del Palazzo dei Musei con una sua importante esposizione, culmine di una carriera recente arricchita da grandi retrospettive come quella tenutasi al Museo dell’Ara Pacis di Roma.

Con la scomparsa di Franco Fontana si chiude un capitolo fondamentale della storia visiva moderna. Ci lascia in eredità uno sguardo capace di trovare l’armonia nel caos, ricordandoci per sempre che l’arte non risiede nell’oggetto inquadrato, ma nel sentimento di chi lo osserva.


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