La teoria della coda lunga è stata studiata per la prima volta da Chris Anderson, sulla base di alcuni modelli economici. Essa è stata successivamente utilizzata e applicata al mondo della SEO, per favorire un ottimo posizionamento nei motori di ricerca. Scopriamo insieme di cosa si tratta e come questa viene applicata alla SEO.

La teoria della coda lunga di Chris Anderson

Chris Anderson, direttore di Wired USA, formulò la teoria della coda lunga per la prima volta nel 2004. Lo fece studiando alcuni particolari modelli economici emergenti, come Amazon e Netflix.

Teoria della coda lunga
Teoria della coda lunga

Il giornalista scrisse: “i prodotti a bassa richiesta o dal basso volume di vendite possono collettivamente costruire un mercato migliore rispetto ai loro rivali, superando bestseller e blockbuster, a patto che il loro canale di vendita sia abbastanza grande”.

La teoria fu avvalorata dagli studi effettuati proprio sui colossi emergenti. Anderson ha, infatti, mostrato come la maggior parte delle vendite di Amazon (che all’epoca non era ancora il colosso dell’e-commerce di oggi, ma una “semplice” libreria online) provenisse non dai bestseller, ma da titoli pressoché sconosciuti. Proprio questi titoli, infatti, non erano disponibili nelle normali librerie fisiche, ma si trattava di prodotti di nicchia, quasi introvabili.

I prodotti che non hanno una grande domanda possono, in realtà, creare un mercato parallelo fruttuoso, s e il negozio o l’e-commerce è abbastanza grande (o come nel caso di Amazon, raggiunge ogni angolo del pianeta).

La teoria della coda lunga applicata alla SEO

Questo mercato potenziale trova la sua massima applicazione proprio online, con l’e-commerce. Ma l’e-commerce non è l’unico settore online ad aver sfruttato la teoria della coda lunga. Anche il settore della SEO l’ha adottata, sfruttandola al meglio.

Oggigiorno, in realtà, è proprio la SEO il settore dove la teoria della coda lunga trova la sua massima applicazione.

In questo caso la teoria viene spesso chiamata con il termine inglese long tail keyword. Sono proprio le keyword l’elemento principale.

La teoria della coda lunga applicata alla SEO dice che dobbiamo “preferire molte parole chiave con volume di ricerca inferiore rispetto a scegliere poche parole chiave con alto volume di ricerca”.

Long Tail Keyword

Le Long Tail Keyword sono parole chiave composte da tre o più parole. Solitamente esse sono più specifiche rispetto alle parole chiave con un solo termine o due, restringendo così il campo di ricerca.

Keywords
Keywords

La teoria della long tail keyword si è sviluppata parallelamente alla diffusione di internet. Gli utenti, infatti, sono diventati sempre più esperti e quando fanno una ricerca non utilizzano più termini generici, ma cercano di essere il più specifici possibile.

Per questa ragione utilizzare una strategia incentrata sulle long tail keyword potrebbe aiutare a raggiungere gli utenti che stanno effettivamente cercando il nostro prodotto o servizio, o l’argomento da noi trattato.

Si stima che su Google il 70% del totale delle ricerche siano effettuate con le long tail keyword.

Differenza tra Short e Long Tail Keyword

Proviamo a capire meglio la differenza tra long tail keyword e il loro opposto, le short tail keyword.

Le short tail keyword sono composte da una o due parole. Queste sono le loro caratteristiche:

  • Parole chiave generiche.
  • Keyword ad alto volume.
  • Basso tasso di conversione.
  • Alta concorrenza.

Le long tail keyword, invece, sono composte da tre o più parole. Queste sono le loro caratteristiche:

  • Parole chiave chiare e specifiche.
  • Numero di ricerche inferiore.
  • Traffico potenziale minore.
  • Alto tasso di conversione.
  • Minore concorrenza.

Sebbene esse abbiano un numero di ricerche inferiore e un traffico potenziale minore, riscontrano un alto tasso di conversione, che è poi spesso la cosa più importante.