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La mostra in realtà virtuale porta l’arte fuori dai musei (che in tempo di Covid sono chiusi) e si snoda sulle rive del Tamigi. Unreal City è la mostra che c’è, ma non c’è. Si vede, ma non si vede. Dall’8 dicembre 2020 al 5 gennaio 2021 ha preso vita la più grande mostra in realtà virtuale del mondo. Probabilmente ve la siete persa, forse solo i londinesi stessi ne hanno potuto godere, viste le restrizioni sui viaggi e gli spostamenti. Ecco quello che gli spettatori hanno potuto ammirare in Unreal City, la mostra in realtà virtuale più grande del mondo, sul Tamigi.

Come funzionava Unreal City

Unreal City è una mostra che ha preso vita dall’8 dicembre 2020 al 5 gennaio 2021. Oggi, infatti, è l’ultimo giorno di mostra. Se qualcuno vivesse a Londra e fosse interessato, questa è l’ultima possibilità.

Certo ci sono le difficoltà del periodo, le restrizioni, i coprifuochi e le quarantene. Ma Unreal City vuole sfidare anche il Covid, la pandemia ha chiuse le porte dei musei e allora l’arte si riversa all’esterno.

Come funziona Unreal City
Scarica l’applicazione di Acute Art ed entra nella mostra in AR

Per vedere le opere invisibili che prendono vita sul Tamigi abbiamo bisogno di ARkit, un framework disponibile sui dispositivi Apple, con sistema operativo iOS 11 e successivi. Dall’App Store dobbiamo scaricare l’applicazione Acute Art e seguire le istruzioni della realtà virtuale per vedere le opere prendere vita sullo schermo dell’iPhone.

Entrando nell’applicazione si aprirà una mappa per la localizzazione delle sculture e, una volta raggiunto il sito, sarà possibile ammirarle in realtà virtuale direttamente sullo schermo dello smartphone.

Unreal City una mostra ai tempi del Covid

Perché Unreal City? I musei sono stati chiusi, al loro interno risulta difficile mantenere il distanziamento sociale. E allora se gli spettatori non possono andare dall’arte, l’arte arriva dagli spettatori, in un luogo sicuro e protetto, dove rispettare il distanziamento sociale non è un problema.

Unreal City
Unreal City, una mostra in realtà aumentata sulle rive del Tamigi

A spiegare le ragioni che hanno portato alla realizzazione della mostra sono stati gli stessi artisti. “La pandemia ha causato incalcolabili sofferenze e ha sradicato gran parte delle nostre abitudini quotidiane. Specialmente per chi apprezza e prende parte all’arte e alla cultura”, dice Olafur Eliasson.

Il confine fra reale e virtuale sta diventando oscuro. Esiste nella memoria, nella storia e nell’intersezione di immaginazione e realtà. Con questo concetto in mente avremo una percezione della realtà più ampia.

Nel momento in cui accettiamo che la realtà aumentata è parte della realtà, questo sarà uno degli universi della nostra esistenza e della nostra percezione futura”, ha spiegato poi Cao Fei.

Le opere e gli artisti

Da Cao Fei ad Alicja Kwade, da KAWS a Olafur Eliasson, Unreal City è la più grande mostra in realtà virtuale del mondo.

All At Any Time di Alicja Kwade
All At Any Time di Alicja Kwade

A realizzarla sono state Acute Art, dalla cui applicazione è possibile ammirare le opere sullo schermo del proprio smartphone, e Dazed Media.

Sulle sponde del Tamigi prendono vita 36 sculture, suddivise in 24 tappe, dal Waterloo Bridge al Millenium Bridge. Ci sono opere di artisti famosi, come quelli precedentemente citati, e opere inedite, mai viste prima.

Ci sono le opere di Marco Brambilla, Nina Chanel Abney, Koo Jeong A, Darren Bader, Bjarne Melgaard, Tomas Saraceno.

Holiday Space di KAWS
Holiday Space di KAWS

Sopra le acque del Tamigi volano gli scacchi dell’opera All At Any Time, di Alicja Kwade; le vie del lungofiume si illuminano con Angst, sempre di Kwade. Un enorme cubo di ghiaccio fluttua indisturbato al di sopra del fiume, in Density, di Koo Jeong A; mentre due astronauti ci aspettano sotto il ponte, nell’opera di KAWS, Holiday Space.

Unreal City apre le porte a un nuovo modo di fare arte e di mostrarla al grande pubblico. Il confine tra reale e virtuale è sempre più sottile e il mondo dell’arte lo sa bene.


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