Asfalto taglia l’arido del deserto dell’ovest americano. Un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato di colpo. Stiamo parlando di Seligman, una piccola comunità situata nella parte nord-occidentale dello stato dell’Arizona, negli Stati Uniti. Posizionata nella contea di Yavapai, a circa cento miglia dal celebre parco nazionale del Grand Canyon, questa cittadina conta oggi poche centinaia di residenti e si presenta agli occhi dei viaggiatori come un museo a cielo aperto dell’America degli anni cinquanta. Dimensioni ridotte e un destino che stava per portarla all’essere considerata una città fantasma, finché la Pixar non ha deciso di ispirarsi a questo luogo per creare il suo celebre capolavoro di animazione Cars.

La parabola storica della Madre Strada e l’isolamento improvviso

Per capire il fascino di Seligman è necessario fare un passo indietro nel tempo, all’epoca d’oro della Route 66, la prima grande autostrada transcontinentale che collegava Chicago a Santa Monica.

Questa strada storica e magica è stata inaugurata a metà degli anni ’20. Divenne l’altare pulsante dell’economia americana. Non a caso Seligman si trasformò rapidamente in una tappa d’obbligo per gli automobilisti, i camionisti e le famiglie in cerca di cibo, carburante e alloggio.

Le strade di tutto il paese erano tribù di insegna al neon, motel tra vacanti e stazioni di servizio fronte ad offrire la tipica ospitalità della provincia americana. Questo idillio economico però si interruppe nel 1978. In quell’anno in cui la nuova è più interessante Interstate 40 divenne la via più moderna e veloce per bypassare i centri abitati della Route 66.

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Uno scatto della famosa città sulla Route 66 che ha ispirato al Pixar

Perché allora oggi questa città è tornata così in voga? Nonostante stesse per diventare una città fantasma e gli abitanti attualmente presenti siano veramente pochi questa città ha un legame profondo con un capolavoro della Pixar: Cars. La dolorosa ma romantica vicenda di questa storica cittadina ha infatti catturato l’immaginazione dei registi e degli sceneggiatori della Pixar ed è diventata fonte di ispirazione per la creazione di Radior Springs, la cittadina fittizia dove si svolgono le avventure di Saetta McQueen.

Le storie commoventi raccontate dalla Porsche Sally descrivono la lenta e felice vita della città. Vita interrotta dalla grande autostrada che l’ha tagliata fuori dal mondo. Una storia che ricalca perfettamente il dramma vissuto degli abitanti di Seligman. Ma c’è di più. Si, perché i creatori del film si sono basati sulle figure storiche di questo paese per dare vita ai vari personaggi. Il più famoso è sicuramente il barbiere del villaggio, Angel Delgadillo. Delgadillo con la sua lotta instancabile per non far morire la memoria della sua terra hai spirato l’anima e lo spirito comunitario che caratterizzano gli abitanti di Radiator Springs.

Perché i viaggiatori continuano a visitarla oggi

Una città semideserta, ma non morta, piuttosto andrebbe definita risorta sottoforma di meta di culto per gli amanti del turismo nostalgico del vintage. Il merito sicuramente della tenacia dei residenti rimasti che sono riusciti a far dichiarare la vecchia Route 66 come strada storica dell’Arizona, dando inizio ad un fenomeno di rinascita culturale.

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Una mappa di Radiator Springs che corrisponde a Seligman in Arizona

Chi visita Seligman lo fa perché è uno dei pochi luoghi in cui è possibile vivere l’esperienza originale del viaggio su strada di metà novecento. Gli appassionati di animazione la frequentano invece per vedere dal vivo ciò che ha dato vita ad uno dei loro capolavori animati preferiti.

Cosa vedere e cosa fare durante una sosta a Seligman

Una sorta di fenomeno di marketing che oggi si traduce in una ricca passeggiata di stimoli visivi e fotografici lungo la via principale della città. Tornando ad Angel Delgadillo, ad esempio, il suo Barber shop sicuramente è una delle tappe imperdibili per un turista, il che dimostra anche come spesso il raccontare una storia sfruttando neanche tutte le sue sfaccettature e modifiche possa aiutare a rientrare sul mercato.

Se vi trovate dunque in viaggio sulla Route 66 fateci un salto e prendete ispirazione dal lavoro di questi onesti cittadini che hanno reso un fenomeno mediatico ciò che la storia e l’economia volevano sotterrare nei ricordi del ‘900.


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