Occulto è il nome di un’avventura grafica sui generis che sicuramente non mancherà di incuriosire tutti gli appassionati di disegno e illustrazione. In un’epoca in cui i videogiochi si caratterizzano per un utilizzo costante del 3D e la ricerca di un’estetica sempre più “realistica”, questo gioiellino videoludico va in un’altra direzione. E propone scenari e personaggi che sembrano usciti da un vecchio libro illustrato.
Meglio ancora; tutte le illustrazioni del gioco sono realizzate interamente a mano. Scordatevi personaggi insulsi e monotoni realizzati con la IA; ogni schermata di Occulto rivela, nel colore come nel tratto, l’impegno e l’entusiasmo dietro a questo progetto.
Ma cos’è e di cosa parla questo videogioco? E soprattutto, una grafica artigianale può ancora avere un buon riscontro di pubblico?
Occulto, un’avventura grafica dipinta a mano
Occulto fa della nostalgia e del fascino del disegno vecchio stile il suo punto di forza. E’ la prima caratteristica che salta agli occhi di chi si appresta a giocarlo.
Le illustrazioni sono curatissime; dettagliate (come è indispensabile per un’avventura grafica) ma al tempo stesso piacevolmente stilizzate. L’estetica richiama sia i vecchi libri di favole, specialmente nella scelta dei colori, sia il mondo del fumetto. In questo senso particolarmente quello d’ambientazione italiana, su tutti Jacovitti (basta guardare l’espressività stralunata di alcuni personaggi). Del resto lo stesso team che ha realizzato il gioco, Sirius Art Games, è composto da tre sviluppatori italiani. Occulto gioca in casa, quindi, e fa del suo stile di disegno così personale e ricco di fascino il suo cavallo di battaglia.

Una dinamica molto interessante riguarda la realizzazione. Infatti i disegni sono realizzati interamente a mano con un tratto a matita, mentre i colori, più pastosi, ricordano l’olio o le tempere. Il risultato è un’esperienza visiva coinvolgente che immerge il giocatore nelle avventure del protagonista, Eliot.
Apprendista stregone, chiuso fuori dalla torre dove il suo maestro lo attende per istruirlo a padroneggiare le arti magiche, Eliot dovrà risolvere innumerevoli enigmi e puzzle visivi nel corso del gioco. Occulto si preannuncia come una vera e propria favola di ambientazione fantasy, da cui traspare uno sconfinato amore per l’arte illustrativa
Un’immagine vale mille parole
Le avventure grafiche, d’altra parte, sono un genere che non ha mai perso il suo smalto. Meno mainstream dei classici punta e clicca o degli sparatutto in 3D, questi giochi possono contare comunque su una consistente community di appassionati.
Titoli come Deponia, Monkey Island, The Wardrobe o Broken Sword sono diventati dei veri e propri cult. In questo tipo di giochi, le immagini rivestono un ruolo chiave, visto che i personaggi si muovono esplorando scenari a trecentosessanta gradi per trovare indizi e oggetti da aggiungere al proprio inventario. Più l’ambientazione si fa suggestiva e dettagliata, più il giocatore si divertirà a interagire con i luoghi che lo circondano.

E, in Occulto, questo è doppiamente vero. Il gioco infatti punta tutto sull’elemento visivo, perché non ci sono dialoghi audio fra i protagonisti. Un gioco “silenzioso”, dove i personaggi al massimo emettono qualche borbottio, in stile The Sims. Certo, a volte ci sono guide a fumetti che indirizzano l’azione o svelano pensieri e intenzioni. Ma per la maggior parte del tempo, sono le illustrazioni a “rubare la scena”, anche a scapito del sonoro. E se è vero che un’immagine vale mille parole, l’esperienza coinvolgente di Occulto certo non risente della scelta di preferire il disegno al sonoro. Anzi, si dimostra ancora di più un titolo indie decisamente coraggioso, unico nel suo genere.


