Kevin Abosch: conosciamo l’artista irlandese le quali immagini ritraggono masse di manifestanti, polizia, vigili del fuoco e pressione urbana. Che testimoniano la fragilità globale delle norme civiche, la minaccia dell’autocrazia e il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA), della sorveglianza e della manipolazione delle informazioni nel favorirla. L’interesse di Abosch per il fotogiornalismo è il punto di partenza della sua esplorazione della “fotografia sintetica”. In particolare di questi deepfake di scene che ritraggono disordini civili in tutto il mondo. A prima vista non è chiaro se si tratti di scene di rivolte e proteste passate o di notizie dell’ultima ora. Per Abosch, possono essere interpretate come notizie del futuro.

Kevin Abosch
Una delle opere dell’artista concettuale Abosh.

Kevin Abosh: artista concettuale irlandese

Abosch è un artista concettuale irlandese che lavora con tecniche tradizionali e metodi generativi, tra cui l’apprendimento automatico e la tecnologia blockchain. Il lavoro di Abosch affronta la natura dell’identità e del valore ponendo interrogativi e rispondendo a dilemmi sociologici. Le opere di Abosch sono state esposte in tutto il mondo, spesso in spazi pubblici. Tra cui il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, il Museo Nazionale della Cina, la National Gallery of Ireland, il Jeu de Paume di Parigi, l’Irish Museum of Modern Art, il Museum of Contemporary Art Vojvodina di Novi Sad, il Museo d’Arte Moderna di Bogotà, lo ZKM (Zentrum für Kunst und Medien) di Karlsruhe e l’aeroporto di Dublino.

Negli ultimi anni, l’artista ha osservato la complessa interazione tra verità, fotografia e attualità. Video, immagini e registrazioni audio deepfake sono sempre più diffusi e propagano disinformazione con conseguenze reali. Le opere #CIVICS di Abosch riflettono l’attuale clima sociale, in cui la fiducia del pubblico in ciò che vede e sente è sempre più minata. A rafforzare l’aspetto di fake news del progetto, i titoli e i tag delle notizie di Abosch vengono visualizzati su una bacheca digitale.

Kevin Abosch
L’artista è famoso per aver venduto la foto di una patata per una cifra esorbitante.

Crypto is a Scam

Con CRYPTO IS A SCAM, l’artista Kevin Abosch dipinge con i colori di avvertimento della natura: giallo e nero. Dopo aver raccolto dati da migliaia di casi su piattaforme social, testate giornalistiche e blog. In cui veniva utilizzata la frase “le criptovalute sono una truffa”, Abosch ha combinato questi dati con ulteriori informazioni derivate da transazioni blockchain associate a presunte “truffe”.

Ha poi impiegato una tecnica rituale, elaborando i dati attraverso una serie di strumenti di apprendimento automatico, inclusi algoritmi di deep learning (intelligenza artificiale), lavorando in un ciclo di feedback con il computer fino a raggiungere una distillazione emotiva. La tela è composta principalmente da caratteri alfanumerici a due strati, una crittografia delle scoperte dell’artista. In mezzo a questo contenuto indecifrabile si trova la frase “CRYPTO IS A SCAM”, che di per sé è forse troppo vaga per essere pienamente compresa, eppure risulta carica di significato.

Kevin Abosch
Crypto is a Scam.

Una fotografia di una patata venduta ad una cifra assurda e altre curiosità

Parliamo di Potato #345, una fotografia che ha fatto notizia in tutto il mondo dopo che Abosch ha dichiarato che era stata acquistata da un uomo d’affari europeo nel 2015 per 1 milione di euro. Da un lato, l’attenzione generata dalla vendita è stata entusiasmante, ha affermato.  “Dall’altro, l’attenzione si sposta dal valore artistico al valore monetario dell’opera e per la maggior parte degli artisti l’arte è un’estensione dell’artista stesso, quindi si inizia a sentirsi mercificati”, dice Abosch. “Per cercare di controllare questa situazione, ho iniziato a pensare a me stesso come a una moneta”.

A gennaio Abosch ha creato 10 milioni di token. “Ma non volevo semplicemente realizzare questi 10 milioni di opere d’arte virtuali”, afferma. “Volevo che fossero connesse al mio corpo.” Così si è fatto prelevare sei provette di sangue. Ha impresso l’indirizzo del contratto su 100 fogli di carta, con il suo sangue. E ha chiamato il progetto IAMA Coin. Dice di credere di essere riuscito a “collegare il mio corpo fisico alle opere virtuali” in modo tale da vedere l’arte “come parti di me”.

L’opera, YELLOW LAMBO (2018), ha fatto notizia in modo simile alla foto della patata di Abosch. Quest’opera fa riferimento a una battuta semi-seria che circola nella comunità delle criptovalute sull’utilizzo dei profitti per acquistare Lamborghini. “Ho familiarizzato con #lambo come dichiarazione di successo e identità, e poiché penso sempre a come distillare le emozioni legate al valore, ho voluto esplorare questo aspetto”, afferma Abosch. Ha creato un altro token, chiamato YLAMBO, e ha trasformato il suo indirizzo in una scultura fisica al neon giallo. Questa scultura è stata poi venduta per 400.000 dollari a una fiera d’arte di San Francisco a Michael Jackson, ex direttore operativo di Skype.


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