L’arte contemporanea affronta il cambiamento climatico in molti modi e molte opere d’arte ne sono l’esempio.

Western Flag – John Gerrard

Tra le opere più iconiche e suggestive che vogliono portare l’attenzione del pubblico sul tema del cambiamento climatico troviamo Western Flag, di John Gerrard.

Opere d'arte e cambiamento climatico
Western Flag

Quest’opera risale al 2017 e si tratta di una simulazione digitale in tempo reale. La simulazione mostra un pennone nel bel mezzo del deserto arido del Texas. Al posto della classica bandiera troviamo una colonna di fumo nero che sventola al vento.

Il luogo rappresentato è Spindletop, il posto dove, nel 1901, venne scoperto un enorme giacimento di petrolio che segnò l’inizio dell’era moderna dell’estrazione petrolifera americana.

La Western Flag rappresenta le emissioni che hanno alimentato lo sviluppo industriale e il simbolo dell’era del carbonio, artefice in prima linea del cambiamento climatico.

Cambiamento climatico: le altre opere d’arte di John Gerrard

Western Flag non è l’unica opera degna di nota di John Gerrard.

Opere d'arte e cambiamento climatico
Standard Flag

Flare, del 2022, è un’altra simulazione digitale in tempo reale. Questa volta a sventolare sul pennone non è una colonna nera di fumo, ma una torica di combustione, un bruciatore utilizzato nell’industria petrolifera per smaltire il gas in eccesso. Il luogo scelto questa volta dall’artista sono le acque dell’Oceania.

Infine, una terza bandiera dell’artista è Standard (Formerly Surrender Flag). Questa volta ci troviamo nel deserto del Mojave e sul pennone sventolano leggeri sbuffi bianchi di vapore acqueo.

Tutte e tre le bandiere insieme raccontano una storia: Western Flag denuncia il petrolio, la fiamma perpetua di Flare denuncia le infrastrutture industriali, mentre la bandiera bianca rappresenta una tregua. Quest’ultima guarda al futuro, immaginando idee di arresto, negoziazione e sottomissione. Un gesto di resa, una presa di coscienza nei confronti dei limiti del nostro pianeta Terra, con la speranza di un futuro migliore e libero dai combustibili fossili.

Le opere di Olafur Eliasson

Le opere dell’artista danese Olafur Eliasson sono di sicuro impatto. Si tratta di Glacier Melt e Ice Watch, due blocchi di ghiaccio staccatisi dalla Groenlandia.

I due blocchi di ghiaccio in questione sono stati esposti nelle piazze di due grandi città: Londra e Copenaghen, mostrando al pubblico la loro maestosità e la loro estrema fragilità, mentre si scioglievano inesorabilmente.

Cambiamento climatico: Support di Lorenzo Quinn

In occasione della Biennale di Venezia del 2017, nella città Veneta ha fatto la sua comparsa una delle opere più colossali e famose dell’artista contemporaneo Lorenzo Quinn.

Opere d'arte e cambiamento climatico
Support Lorenzo Quinn

L’opera è composta da due gigantesche mani che emergono dal Canal Grande per sostenere l’edificio antico di Ca’ Sagredo. Esso rappresenta la fragilità del nostro patrimonio culturale e storico contro l’innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale.

Le mani sono lo strumento umano più potente. Con esse gli esseri umani possono scegliere se salvare il pianeta o distruggerlo. Cosa sceglieremo di fare? Di continuare ad usarle per alimentare il cambiamento climatico o di iniziare ad utilizzarle per proteggere e sostenere il nostro pianeta, come fanno le mani di Lorenzo Quinn con il palazzo storico veneziano?

What if you fly di Sean Yoro

Infine, lo street artist hawaiano Sean Yoro ha deciso di parlare di cambiamento climatico realizzando delle opere d’arte temporanee incredibili, che prendono il nome di What if you fly.

Per questa opera Yoro ha dipinto dei bellissimi murales direttamente sulle pareti di enormi iceberg nell’Artico canadese, con lo scopo di evidenziarne la loro veloce scomparsa.


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