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Il mondo del design una volta era popolato prettamente da uomini, col tempo per fortuna, questo fenomeno sta cambiando. Sono sempre di più le donne presenti in questo mondo. Ma la disparità dei sessi è ancora ampia, così come la discriminazione: sia che si parli di salari che di ruoli nel settore. Scopriamo quindi quali sono ancora gli ostacoli che una donna designer incontra sul suo cammino.

Discriminazione: parlano i numeri

Primo dato da analizzare è come ci siano sempre più donne che studiano e praticano nell’industria creativa, ma solo pochissime riescono a raggiungere ruoli di potere. Dati alla mano, il 65% degli studenti di graphic design è donna, ma solo il 17% ricopre poi ruoli come quello del direttore creativo.

Nel 2015 erano ancora il 78% gli uomini presenti nell’industria del design, rispetto al 53% della media degli altri lavori. Per quanto riguarda i salari, uno studio americano ha decretato come uno stipendio medio di un uomo fosse intorno alle 635 dollari a settimana, mentre uno stipendio medio di una donna era il 68% in meno.

Il problema però è che per far fronte a questa disparità non si opti per la soluzione più semplice: cioè quella di mettere in modo strategico le donne in posizioni più importanti, lasciando però la gestione finale sempre in mano agli uomini. Infatti in questo modo la distribuzione sarà sempre a macchie e non omogenea e naturale.

designer e discriminazione
Non bisogna avere paura di accettare progetti che sembrano da uomini

Molte battaglie sono state fatte sia da parte delle donne che degli uomini che le hanno sostenute e non ostacolate. La sfida ultima è quella di non tirarsi in dietro perché un progetto non è adatto al proprio genere. Qualunque progetto rifiutato è un progetto perso, questa è la filosofia da seguire per arginare la discriminazione e per puntare sempre più in alto nel proprio lavoro.

Il problema poi risiede anche in capo ad alcune caratteristiche personali. Infatti si è più discriminate se, per esempio, si è madri, oppure è ancora una discriminante essere di etnie minoritarie. Per non parlare di quelle donne che hanno delle disabilità o problemi economici.

Un aspetto importante è quello di non rimarcare che un progetto sia al femminile. Cioè utilizzare termini come: “rosa”, di “sole donne” o delle “ragazze”, per definire un progetto realizzato da un gruppo di sole donne. Perché questo non accade quando i progetti sono realizzati da soli uomini.

Sfidare i luoghi comuni e le credenze

Se è facile rapportarsi ad un mondo giovane e dinamico una delle sfide più difficili è quella di fronteggiare gli uomini (e a volte anche le donne) più anziane abituati a vedere solo uomini in posizioni più decisionali. Sempre parlando di stipendi solitamente le donne non negoziano la cifra proposta dal datore di lavoro. Cosa del tutto normale per gli uomini, forse anche per questo c’è tanto divario: gli stipendi partono bassi e non si fa nulla per alzarli, magari per paura, magari perché si crede di non meritarlo o anche solo per “abitudine”.

designer e discriminazione
La discriminazione nei salari: a parità di lavoro le donne hanno un salario più basso

Per questo qualsiasi donna ogni giorno deve impegnarsi e pretendere ciò che merita, anche se questo, di fatto, a volte può diventare un ulteriore lavoro. Fortunatamente molte sono le donne che riescono a scardinare il sistema e a migliorarlo creando un ambiente sempre più aperto alle esigenze, che è in grado di dare più opportunità ed è meno discriminante.

Per le donne poi è sempre importante avere degli esempi di chi ce l’ha fatta, da seguire per ispirarsi, per questo motivo vi suggeriamo un nostro precedente articolo sulle 10 donne del graphic design che hanno cambiato il mondo: una carrellata di donne da Crarolyn Davidson a Mary Blair.


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