L’Italia è tra i paesi dove i fumetti sono più diffusi. Precisamente i paesi dove questo genere letterario va più forte in assoluto sono Giappone, Stati Uniti, Italia e Francia. È innegabile, quindi, che nel bel paese c’è una grande cultura del fumetto e tantissimi lettori appassionati. Ma sappiamo davvero da dove nascono le storie a fumetti? Scopriamolo.
Il fumetto prima del fumetto
Dobbiamo dire che il fumetto così come lo conosciamo oggi è una creazione piuttosto recente. Eppure se vogliamo parlare di una narrazione per immagini (che non è proprio la stessa cosa) dobbiamo tornare indietro nel tempo, fino ai primissimi esseri umani.

Già nei graffiti preistorici nelle caverne, infatti, possiamo trovare delle vere e proprie storie narrate per immagini. Successivamente, una narrazione di questo tipo, la si può trovare nell’Antico Egitto e in Epoca Romana.
Anche nel Medioevo ci sono tanti esempi di narrazioni disegnate, come le storie miniate che provenivano dai principali monasteri europei.
In tempi più recenti, troviamo qualcosa che molto si avvicina al fumetto moderno, ma che ancora non lo è davvero. Stiamo parlando delle vignette di Rodolphe Topffer, delle tavole caricaturali dei britannici Thomas Rowlandson e James Gillray o dei racconti disegnati di Wihelm Busch. In tutti questi casi si tratta di vignette contenti dei brevi testi.
Tuttavia, non possiamo parlare davvero di fumetto almeno fino al ‘900.
Yellow Kid: il primo fumetto
Yellow Kid è unanimemente considerato il primo vero e proprio fumetto moderno. Esso è il protagonista della serie Hogan’s Alley, disegnata da Richard Felton Outcault, e pubblicato come supplemento domenicale sul New York World di Joseph Pulitzer.

La serie è stata pubblicata a partire dal maggio del 1885. Tuttavia, inizialmente, la serie non riscuote un grande successo. Mostra una serie di bizzarri personaggi che vivono ai margini della società.
La vera svolta arriva quando uno dei personaggi secondari diventa il protagonista della serie. Si tratta di uno strano bambino calvo, dalle grandi orecchie. Inizialmente il personaggio si presenta con una lunga veste blu, che ben presto diventa gialla, proprio come tutto il disegno, interamente di colore giallo.
È così che Outcault, a un certo punto, decide di inserire nella sua serie le famose nuvolette, quelle che diventeranno il simbolo dei fumetti. All’interno delle nuvolette venivano riportati i testi, precedentemente scritti al di sotto della vignetta disegnata.
La voce dei protagonisti
A questo punto, Outcault decide di dare voce al suo Yellow Kid. Ma inizialmente non pensa di poter usare le nuvolette. Le prime frasi pronunciate direttamente dal protagonista, in prima persona, sono riportate scritte direttamente sul suo lungo camicione.
Siamo arrivati al 1898 e Yellow Kid viene travolto dal successo. Tanto da ispirare molti altri disegnatori.
Sulle orme di Yellow Kid nascono altri fumetti: Happy Hooligan, Katzenjammer Kids, Gasoline Alley.
Il successo internazionale
Nonostante il successo di questi primi fumetti, il fenomeno è ancora marginale e poco conosciuto dal grande pubblico.

È a partire dai primi decenni del ‘900 che i grandi protagonisti delle storie a fumetti diventano un fenomeno globale: Felix the Cat di Pat Sullivan (1917), Micky Mouse di Wall Disney (1930). Negli stessi anni nascono Betty Boop e Popeye.
Negli anni immediatamente successivi Disney si espande rapidamente, dando vita ad altri personaggi fondamentali, come Pippo, Paperino, Paperina, Minnie, ecc.
Sempre negli anni ’30 anche i grandi fumetti d’avventura e dei supereroi: Tarzan, Flash Gordon, Mandrake, Super Man.
Ma essi appaiono ancora come supplementi domenicali. Dobbiamo attendere la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40 per veder nascere i veri e proprio comic book: Super Man, Capitan America, Batman, Flash, Lanterna Verde, Wonder Woman, ecc.


