Tina e Milo, le mascotte delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, hanno riscosso un enorme successo. Ma negli anni non sono state le uniche. Ecco come si sono evolute le mascotte olimpiche negli anni.
Anni ’60 e ’70
Partiamo dal 1968, ovvero dai decimi giochi olimpici invernali. Quell’anno si sono svolti a Grenoble, in Francia, e la mascotte olimpica era Schuss. Schuss è un piccolo uomo sugli sci, con una grande testa bicolore, la quale poggia su un unico piede disegnato a zig zag. Sulla testa sono riportati anche i cerchi olimpici.

Nel 1976, invece, le Olimpiadi invernali si sono svolte a Innsbruck, in Austria, e la mascotte era Schneemandl, letteralmente pupazzo di neve. Il simpatico pupazzo di neve indossava un berretto tirolese rosso, tipico della regione che ospitava i giochi.
Mascotte olimpiche anni ’80
Negli anni ’80 si sono svolte ben tre edizioni dei giochi invernali. La prima a Lake Placid, negli Stati Uniti d’America, nel 1980, e la mascotte era Roni. Roni era un procione, un’animale molto diffuso nella regione che ospitava i giochi all’epoca, e il suo nome è stato scelto dai bambini della scuola di Lake Placid.
I secondi giochi si sono svolti nel 1984, a Sarajevo, in Bosnia Erzegovina, e la mascotte di quell’anno era Vucko. Vucko è un lupo, un’animale molto diffuso sulle Alpi Dinariche e anche molto utilizzato nelle favole slave.
Infine, i terzi giochi di quel decennio si svolsero a Calgary, in Canada, nel 1988 e le mascotte erano due: Hidy e Howdy, due orsi polari tipici della regione polare. I nomi riproducevano due espressioni tipiche “Hi” (Hidy) e “How do you do?” (Howdy).
Anni ‘80
Anche negli anni ’90 ci ritroviamo con tre edizioni dei giochi olimpici invernali. La prima è l’edizione di Albertville, in Francia, del 1992. Quell’anno la mascotte era Magique. Magique è una piccola stella con i colori della bandiera francese ed è la prima mascotte non animale delle Olimpiadi.

I secondi giochi si svolsero a Lillehammer, in Norvegia, nel 1994, e le mascotte erano due: Haakon e Kristin. Sono le prime mascotte umane. Esse infatti rappresentano due bambini ispirati a dei personaggi storici norvegesi del 13esimo secolo.
Infine, nel 1998, le Olimpiadi invernali si svolsero a Nagano, in Giappone, e le mascotte erano ben quattro: Sukki, Nokki, Lekki e Tuskki. Essi sono quattro gufi delle nevi e rappresentano anche i quattro elementi: fuoco (Sukki), aria (Nokki), terra (Lekki) e acqua (Tsukki).
Mascotte olimpiche anni 2000
Nel 2002 le olimpiadi si svolsero a Salt Lake City, negli Stati Uniti d’America, e le mascotte erano tre: Powder, Coal e Copper (polvere, carbone e rame, in onore alle risorse naturali dello Utah). Powder è una lepre con delle racchette da neve, Coal è un orso bruno e Copper è un coyote.

Nel 2006 le olimpiadi invernali si svolsero in Italia, precisamente a Torino, e in quell’occasione furono scelte due mascotte: Neve e Gliz. Neve è una palla di neve, mentre Gliz è un cubo di ghiaccio, i due elementi indispensabili per poter praticare gli sport invernali.
Nel 2010 i giochi invernali si svolsero a Vancouver, in Canada, e le mascotte erano Quatchi e Miga. Quatchi è uno sasquatch, un personaggio delle leggende popolari locali che abita le foreste canadesi. Miga, invece, è un orso marino, un’animale mitico in parte orso e in parte orca.
Dal 2014 ad oggi
Nel 2014 le olimpiadi si svolsero a Sochi, in Russia, e le mascotte erano: Lepre, Orso Polare e Leopardo. Esse rappresentano i tre posizionamenti sul podio olimpico.

Nel 2018 i giochi si svolsero a PyeongChang, in Corea del Sud, e la mascotte è Soohorang, una bellissima tigre bianca. La tigra bianca è considerata l’animale protettore della Corea. Inoltre, il suo nome deriva da sooho (protezione) e ho-rang-i (tigre).
Infine, i penultimi giochi olimpici si sono tenuti a Pechini, in Cina, nel 2022, e la mascotte fu Bing Dwen Dwen. La mascotte indossa una protezione, simile a una tuta d’astronauti, in onore alle nuove tecnologie. Il suo nome è così composto: Bing (ghiaccio), Dwen Dwen (robusto e vitale).


