Il logo di Lacoste è così iconico che da oltre un secolo non è stato mai cambiato, mai modificato, è sempre rimasto così… intramontabile. Ancora oggi il coccodrillo resta intoccato, eppure vi sarà capitato di vedere altri loghi e domandarvi: Lacoste ha cambiato logo? Si e no. Infatti solamente in due occasioni il brand ha deciso di cambiare il suo iconico logo e in entrambi i casi era per celebrare o sensibilizzare.
La storia del logo di Lacoste
Renè Lacoste era un giovane e tenace tennista nel 1923, quando un giornalista lo descrisse come un coccodrillo. Da allora quel soprannome gli rimase attaccato addosso, tanto che, quattro anni dopo il designer Robert George le cucì un coccodrillo all’altezza del cuore, sulla giacca bianca che l’atleta sfoggiava quando entrava in campo.

Si tratta di un momento storico importantissimo, non solo per lo sport, ma per tutto il mondo della moda e della comunicazione. Quella fu la prima volta, infatti, che un logo veniva sfoggiato in modo visibile su un capo di abbigliamento.
Ma Lacoste divenne un brand di abbigliamento solamente alcuni anni dopo, nel 1933, rivoluzionando la storia della moda nello sport, della pubblicità e della comunicazione.
2018: Lacoste cambia logo
Dal giorno della sua fondazione (ma in realtà come abbiamo visto anche da alcuni anni prima) il logo Lacoste non è mai cambiato. Il coccodrillo rimane ancora oggi un simbolo della moda nel mondo del tennis e dello sport, ma anche al di fuori di esso.
Ma allora perché diciamo che l’azienda ha cambiato il suo iconico logo?

Nel 2018, per la prima volta dopo 85 anni, Lacoste decide di cambiare logo, non lo fa definitivamente, ma temporaneamente, per sensibilizzare il pubblico su un argomento importante.
L’azienda decide di togliere il coccodrillo e sostituirlo con le immagini di altri animali, animali a rischio estinzione, per raccontare la loro storia e sensibilizzare sulla situazione.
10 specie per un totale di 1.775 magliette prodotte. Il numero di magliette prodotte per ogni animale equivale al numero di esemplari rimasti di quella specie.
Così abbiamo visto 231 condor californiani, 50 lepilemuri settentrionali, 250 saola, 40 tartarughe rugose birmane, 350 tigri di sumatra, 67 rinoceronti di Giava, 30 focene del golfo della California, 150 gibboni crestati neri orientali, 450 iguane di Anegada e 157 Cacapò.
2025: una capra al posto del coccodrillo
Alcuni mesi fa Lacoste ha deciso nuovamente di rimuovere il proprio coccodrillo. Questa volta lo ha fatto per celebrare uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi e così facendo abbiamo fatto un salto nel passato, quando il logo iconico del coccodrillo nacque esattamente per lo stesso motivo.

Lo sportivo in questione è Novak Djokovic e per lui l’azienda ha rimpiazzato il coccodrillo con una capra. Nel mondo del tennis e dello sport in generale viene utilizzato il termine GOAT, che in inglese vuol dire proprio capra, come acronimo di Greatest of All Time.
Quella tra Lacoste e Novak Djokovic è una partnership che va avanti da ormai 8 anni e questo omaggio non poteva che arrivare prima o poi.
Sono molti i brand di abbigliamento sportivo, non solo Lacoste, che decidono di reinventarsi per celebrare gli sportivi con i quali collaborano. Lo ha fatto anche Nike, con Michael Jordan e quella foto iconica diventata poi il simbolo stesso del brand Jordan. Ma lo ha fatto anche successivamente con Kobe Bryant, creando un simbolo astratto ispirato a una spada nel fodero.


