Era da un po’ che non parlavamo di TikTok, ma arrivati al 2026 non potevamo non parlare di come questo social si sia evoluto e sia diventato una piattaforma centrale nella strategia di comunicazione di brand, creator e aziende. L’algoritmo infatti si è evoluto e il suo pubblico ormai è più maturo e competitivo, tanto che l’attenzione degli utenti sta diventando sempre più difficile da catturare anche su questo social che vive di interazioni veloci. Ecco perché è importante capire che i formati su questa piattaforma contano forse più del contenuto stesso perché aumentano davvero l’Engagement e aiutano a massimizzare interazioni, visibilità e crescita organica.
TikTok guidato dall’interazione
TikTok è un social guidato dalla capacità di interazione, ovvero dalla capacità di trattenere l’utente e stimolarne la partecipazione. Like, commenti, salvataggi e tempo di visualizzazione sono i segnali principali che determinano la diffusione del video, ma l’algoritmo favorisce principalmente quei profili che sono capaci di creare dei contenuti rilevanti e coinvolgenti, ovvero contenuti che mantengono l’attenzione oltre i primi secondi di visualizzazione.
Infatti, oggi l’utente medio della piattaforma è un utente più consapevole, che riconosce subito i contenuti forzati o troppo promozionali e scorre velocemente. Dunque per mantenere l’attenzione dell’utente si deve utilizzare dei formati autentici, immediati ma costruiti attorno ad un’esperienza reale. Un esempio sono i video brevi ad alta ritenzione, ovvero quei contenuti che si aggirano intorno ai 7/15 secondi e che in questa tempistica riescono a trasmettere un messaggio chiaro e completo senza dispersioni.

Sono video che puntano su un gancio immediato, spesso visivo o verbale, che cattura l’attenzione nei primi due secondi. L’obiettivo non è raccontare tutto, ma stimolare curiosità e favorire la visione completa del contenuto, aumentando così la ritenzione e le possibilità di interazione.
Formato storytelling
L’altro formato super efficace oggi su TikTok è il formato Storytelling. Raccontare una storia, anche molto breve, aiuta a creare un legame emotivo con chi guarda e spinge l’utente a commentare, condividere o salvare il video.
Per lo stesso motivo per cui le storie di Instagram funzionano forse meglio dei post nel feed, anche su TikTok si punta a raccontare storie attraverso una struttura riconoscibile che segue un’introduzione, uno sviluppo e una conclusione. Chiaramente qui si deve riuscire ad essere il più riassuntivi possibili, ma nonostante la compressione i racconti personali sono potenti e aiutano a crescere.
Un esempio pratico sono le esperienze lavorative, i video di trasformazioni vissute o i video che raccontano gli errori commessi. Questi video generano un maggiore engagement perché risultano autentici facilmente riconoscibili e ricondividibili.
Video reazione e comment response
L’algoritmo di TikTok premio poi quei video che nascono direttamente dall’interazione con il pubblico. I video di risposta ai commenti o i video reazione trasformano l’utente da semplice spettatore a parte attiva del contenuto.
Rispondere a un commento con un nuovo video aumenta il senso di community e stimola ulteriori interazioni. Questo formato è particolarmente efficace perché comunica attenzione, dialogo e continuità, elementi fondamentali per costruire una presenza solida su TikTok.

Stessa cosa fanno i contenuti educativi veloci, ovvero video che spiegano un concetto, svelano un trucco o semplificano informazioni complesse. Sono contenuti in movimento che ottengono ottimi risultati quando sono diretti e ben ritmati. L’educazione non deve essere accademica, ma pratica. Questi video funzionano infatti quando l’utente percepisce un valore immediato è applicabile. Un esempio sono le video ricette superveloci o quei video in cui si spiegano i falsi miti di qualcosa.
Perché il formato conta più del contenuto su TikTok?
Avete capito quindi perché oggi su TikTok conta molto di più il formato del contenuto? Ormai non basta più avere un’idea interessante, conta soprattutto come questa idea viene presentata. Il formato è il vero moltiplicatore dell’Engagement, quindi nei piani editoriali e calendari social si dovranno alternare le varie tipologie di formato perché ognuno di essi stimola una reazione rispetto alle abitudini dell’utente.
Non solo, chi riesce a combinare formato, autenticità e costanza non andrà soltanto a sviluppare un rapporto più intenso con i propri seguaci ma dialogherà anche di più con l’algoritmo aumentando le proprie possibilità di crescita.


