Sai cosa fa un retail designer? Si tratta di una figura lavorativa che si sta evolvendo rapidamente. Una figura chiave per i brand che vogliono distinguersi in un mercato sempre più competitivo e digitalizzato. Se prima questo professionista progettava negozi belli funzionali oggi cerca di creare esperienze immersive coerenti con l’identità del marchio. Nel 2026 questa figura diventerà una delle professioni più richieste perché riesce ad unire creatività, strategia e capacità di comprendere i comportamenti dei consumatori. Vediamo dunque di cosa si occupa e perché sarà una delle tendenze di questo anno appena iniziato.
Cos’è un retail designer?
Partiamo col rispondere a questa domanda. Un retail designer è un professionista che si occupa della progettazione degli spazi commerciali e cura ogni dettaglio per rendere l’esperienza d’acquisto più efficace, piacevole e memorabile al consumatore.
L’attività di questo professionista spazia dalla disposizione dei prodotti agli allestimenti visivi, dai materiali utilizzati alle luci fino ad arrivare alla segnaletica e agli elementi digitali interattivi. Si tratta di un ruolo fondamentale per i brand che vogliono porsi su un gradino più alto rispetto ai loro competitor. Le sue funzioni infatti non sono limitate a tutto ciò che è estetica ma spaziano fino alla comprensione di come interagisce il cliente all’interno di uno spazio.
Il ruolo fondamentale di questo professionista è quello di creare il percorso, il funnel, che il cliente deve seguire dal momento in cui entra in contatto con il brand fino all’acquisto. Controlla tutto: tiene t’occhio come il cliente si muove e reagisce a stimoli visivi e sensoriali. La sua è un’analisi necessaria per creare il filone che collega marketing, Design e psicologia del consumatore.
Perché questo ruolo è cruciale nel 2026?
Ma perché la figura del retail designer sarà fondamentale durante questo 2026? Perché la pandemia ha portato alla crescita dell’e-commerce e i negozi fisici non possono più limitarsi a vendere i prodotti, ma devono offrire esperienze che non line non può replicare.
Qui entra in gioco il nostro professionista che trasforma uno spazio in un luogo immersiva capace di generare emozioni, finalizzare il cliente valorizzare il brand. Anche per questo, stanno aumentando le offerte di lavoro in questo settore, proprio perché si cercano sempre di più professionisti capaci di integrare digitale e fisico.

Ma come può aiutare un brand il retail designs? Sfruttando realtà aumentata, interattività e Storytelling visivo, strumenti essenziali per catturare l’attenzione, attenzione che lui stesso ad orchestrare in maniera armonica affinché il cliente venga guidato fino all’acquisto.
Esperienza del cliente al centro del progetto
Il cuore del lavoro di un retail designer è l’esperienza del cliente. Non basta che il negozio sia esteticamente gradevole. Ogni scelta deve migliorare la percezione del brand e facilitare l’acquisto. Il percorso dei visitatori, la disposizione dei prodotti e la coerenza visiva diventano strumenti di comunicazione strategica.
Un retail designer sa usare luci, colori, texture e suoni per guidare il consumatore, creando un percorso emozionale che aumenta la soddisfazione e stimola l’interazione con il marchio. In un mondo in cui l’esperienza è valore aggiunto, questa figura diventa imprescindibile.
Nel 2026 questo professionista lavorerà principalmente sull’integrare negozio fisico e strumenti digitali. Schermi interattivi, app dedicate, QR code e realtà aumentata trasformeranno il punto vendita in un ecosistema ibrido. Il retail designer deve ora progettare spazi che accolgano tecnologia e design in modo armonico, senza sacrificare estetica o funzionalità.
Questa integrazione non serve solo per attrarre clienti tech-savvy, ma permette anche di raccogliere dati sui comportamenti, ottimizzare la disposizione dei prodotti e personalizzare le esperienze. Il retail designer diventa così anche un professionista strategico, capace di unire creatività e analisi.
Sostenibilità e materiali innovativi
Il retail designer del 2026 deve anche fare attenzione alla sostenibilità. La scelta di materiali ecologici, riutilizzabili o riciclabili, così come la progettazione modulare degli spazi, diventa un fattore distintivo per i brand più attenti alle tematiche ambientali. I consumatori oggi valorizzano sempre di più negozi che comunicano un impegno concreto verso il pianeta, e il design sostenibile è parte di questa strategia. Inoltre, materiali innovativi e finiture particolari possono trasformare un punto vendita in un’esperienza tattile e sensoriale, aumentando la memorabilità dello spazio.
Quest’anno è l’anno del retail designer perché questa figura si sta trasformando in un trend setter. La capacità di anticipare le tendenze, proporre soluzioni originali e creare brand experience coerenti farà di questa figura un punto di riferimento per il mercato. Dall’arredo alla tecnologia, dall’illuminazione alla comunicazione visiva, il retail designer sarà l’artefice di esperienze che i clienti ricorderanno.
Le aziende che investiranno in questa figura potranno quindi differenziarsi, fidelizzare il cliente e trasformare ogni visita in un’occasione di storytelling.


