Dopo venticinque anni torna a Roma una grande mostra monografica retrospettiva dedicata all’artista russo Vassily Kandinsky, considerato un maestro e pioniere dell’astrattismo.

Chi è Vassily Kandinsky

Vassily Kandinsky (1866 – 1944) è stato un pittore e un teorico dell’arte russo, riconosciuto a livello internazionale come il padre dell’astrattismo.

“Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è il pianoforte dalle molte corde” – Vassily Kandinsky.

L’artista ha dato vita al movimento artistico conosciuto come astrattismo. Siamo attorno al 1910 quando egli ha iniziato a realizzare delle opere completamente svincolate dalla realtà, astratte per l’appunto.

L’obiettivo dell’artista era diventato qualcosa di mai fatto prima. Non si trattava più di rappresentare ciò che si vedeva con gli occhi, ma ciò che si sentiva interiormente, attraverso colori, forme e linee.

Dobbiamo dire che Kandinsky percepiva il mondo in maniera molto particolare. Egli, infatti, “vedeva” i suoni e “sentiva” i colori. In questo modo, ad esempio, egli associava il suono squillante di una tromba al colore giallo, mentre quello di un violoncello a un blu profondo.

I momenti più salienti della sua carriera sono stati, tra gli altri, la fondazione, nel 1911, del gruppo espressionista “Il Cavaliere Azzurro”, e gli anni dell’insegnamento al Bauhaus.

Kandinsky: la mostra monografica a Roma

Torniamo ora alla mostra monografica a Roma, la retrospettiva su Vassily Kandinsky, allestita a Palazzo Bonaparte dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027.

Kandinksy
Kandinksy

La mostra è organizzata da Arthemisia ed è uno degli eventi espositivi più attesi dell’anno, soprattutto perché sono passati ben 25 anni dall’ultimo mostra organizzata nella città eterna sull’artista russo.

Il progetto è curato da Angela Lampe e sviluppato in collaborazione con Centre Pompidou di Parigi, il museo con la più grande collezione al mondo dedicata proprio all’artista russo.

Il museo francese è al momento chiuso al pubblico per ristrutturazione e ciò ha consentito alla mostra temporanea allestita a Roma di ottenere un numero davvero considerevole dell’artista russo: oltre 70 lavori di Kandinsky.

I nuclei tematici della mostra

La mostra su Vassily Kandinsky è stata allestita e suddivisa in cinque nuclei tematici, seguendo tutto l’iter creativo dell’artista.

Kandinksy
Kandinksy

Si parte dalle prime prove pittoriche dell’artista, di chiara ispirazione popolare russa. Passiamo poi attraverso il periodo bavarese che Kandinsky trascorse a Monaco, proseguendo prima con la nascita del gruppo Der Blaue Reiter e poi con gli anni successivi alla rivoluzione.

Infine, possiamo conoscere il periodo contraddistinto dall’insegnamento al Bauhaus, per finire con il soggiorno a Parigi.

In questo modo la mostra a Roma ripercorre tutta la vita e la carriera dell’artista, toccando i punti salienti che hanno fatto si egli diventasse il padre dell’astrattismo.

Cosa troviamo alla mostra

Nelle varie sezioni di cui abbiamo appena parlato troviamo tantissime opere dell’artista, concesse in prestito dal museo Centre Pompidou di Parigi.

Troviamo “Giallo, Rosso e Blu”, del 1925, “L’arco nero”, del 1912, un’opera che segna il passaggio verso un linguaggio più astratto, e “Bleu de Ciel”, del 1940, una delle ultime opere dell’artista.

Non ci sono solamente quadri e dipinti in questa mostra. Possiamo anche ammirare fotografie d’epoca, documenti, effetti personali e materiali. Inoltre, troviamo un percorso d’approfondimento riguardo il profondo legame tra il colore e la musica e il pensiero personale di Kandisnky.

Troviamo anche due focus che non riguardano l’artista in prima persona. Uno riguarda Nina Kandinsky, la moglie dell’artista, il cui impegno è stato fondamentale per conservare l’eredità del marito. L’altro riguarda Gabriel Munter, esponente dell’espressionismo tedesco e compagna dell’artista per circa dieci anni. Le sue opere sono esposte per la prima volta in Italia.


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