Il Biochar è una corrente artistica e scientifica nata recentemente che utilizza il carbone nell’arte, come materiale espressivo per unire la creatività e l’ecologia.
Cos’è il Biochar
Il Biochar è un carbone vegetale prodotto dalla pirolisi utilizzato come materiale espressivo nell’arte, nella pittura, nella scultura e nelle installazioni artistiche. La pirolisi avviene attraverso il riscaldamento di biomasse in assenza di ossigeno.

Questo materiale cattura la CO2, unisce la creatività con l’ecologia e crea opere che sono un inno alla sostenibilità.
Grazie a questo processo si blocca il carbonio, evitando che esso venga disperso in atmosfera. Il Biochar viene utilizzato principalmente in agricoltura, come ammendante del terreno per migliorare la fertilità e la ritenzione idrica. Solo in un secondo momento, il Biochar è diventato un materiale utilizzato come espressione dell’arte.
Perché viene utilizzato nell’arte
Chi sceglie di utilizzare il Biochar nell’arte lo fa per trasformare un materiale ecologico in espressione artistica. Si tratta di un vero e proprio movimento artistico ed ecologico, il quale crea bellezza senza danneggiare il pianeta, anzi, con queste opere d’arte e installazioni artistiche si contribuisce alla cattura del carbonio.
Queste opere d’arte spingono anche chi le osserva a riflettere sul rapporto tra gli esseri umani con la natura e l’ambiente.
Inoltre, esso è anche estremamente versatile, dato che può essere utilizzato praticamente per tutti i campi artistici, dalla pittura, alla scultura, alla fotografia, alle installazioni e alle performance.
Alchimia del carbone
Poco più di un anno fa, i massimi esponenti di questa corrente artistica e utilizzatori del carbone nell’arte, hanno dato vita a una bellissima mostra a Roma.

Gart Garden Art ha dato vita al progetto Biochart, Alchimia del carbone. Si tratta della prima vera e propria mostra collettiva italiana incentrata sul carbone vegetale come materiale espressivo nell’arte.
La mostra, curata da Velia Littera, di Pavart Gallery, ha ospitato le mostre di 30 artisti, di diverse discipline artistiche.
A guidare il gruppo di artisti Michelangelo Pistoletto, con l’opera Terzo Paradiso, che ha aperto la mostra e che è stata realizzata interamente in Biochar ed esposta nell’area verde esterna.
Oltre al Pistoletto, alla mostra hanno partecipato: Norio Nagayama, Hadel Azeez, Isabelle Fordin, Barbara Lo Faro, Valeria Magini, Daniela Monaci, Manuela Scannavini, Prisca Tozzi, Ilaria Turini, Monica Vanno. Ma anche: Ak2deru, Biagio Castilletti, Davide Cocozza, Nono De Luca, Andrea Ferrari, Evandro Gabrieli, Umberto Ippoliti, Antonio La Rosa, Ruggero Maggi, Frank Martinangeli, Luigi Notarnicola, Andrea Pacini. E ancora: Pennyboy, Maurizio Perissinotto, Alessandro Scali, Shout, Antonio Taschini, Stefano Trappolini, Giovanni Trimani e Arturo Ursumando.
Inoltre, per la buona riuscita dell’evento hanno collaborato Local Carbon Italia, BlockCo2, Carbon Planet, BioEsperia – BioDea, BioFoodArt, 17tons e Alea Contemporary Art.
Il progetto Biochar: il carbone nell’arte
Dopo il successo dell’evento del 2024, gli studi sul Biochar e sui suoi vari utilizzi nel mondo dell’arte e non solo sono andati avanti. Nel 2025 il carbone nell’arte è stato il grande protagonista dell’evento Bio360 Expo. La fiera parla di bioenergia e bioeconomia. Solitamente non si parla di arte, ma grazie ad essa è possibile sensibilizzare di più sull’argomento, raggiungendo un pubblico più ampio.
Lo scopo del movimento, così come è stato illustrato anche in questo secondo evento, è quello di sensibilizzare sui temi della sostenibilità, del rispetto e della cura dell’ambiente e dell’impegno sociale.
Creatività e rispetto per l’ambiente si fondono insieme per promuovere un’idea di arte più responsabile.


