Le aziende devono mostrarsi accattivanti non solo per i propri clienti, ma anche per i propri dipendenti, presenti e futuri. L’employer branding è un insieme di strategie volte a promuovere l’azienda come luogo di lavoro ideale. Scopriamo insieme, nello specifico, cos’è e come funziona.
Cos’è l’Employer branding
Per un’azienda fare employer branding è molto importante, perché consente essa di acquisire tra i propri dipendenti i talenti migliori e fidelizzarli affinché rimangano.
La definizione più consona a questo concetto è stata da Minchington: “l’immagine della vostra azienda, come un gran posto in cui lavorare nella mente dei dipendenti attuali e negli stakeholders del mercato esterno”.
Il concetto è abbastanza semplice: la nostra azienda deve apparire come il luogo migliore dove lavorare, dove i dipendenti vengono valorizzati per il loro lavoro e dove vogliono rimanere per crescere professionalmente. Ma come fare?
L’employer branding è, a tutti gli effetti, una strategia di marketing, e per questo è costituita da un insieme di elementi volti a costruire la reputazione aziendale come luogo ideale dove lavorare.
“Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione” – Oscar Wilde.
Gli obiettivi principali
Tra gli obiettivi principali di queste strategie di marketing ci deve essere al primo posto quello di creare una reputazione aziendale come luogo di lavoro e come datore di lavoro. Per farlo si utilizza l’immagine percepita dai dipendenti attuali, dai potenziali candidati e dagli stakeholder esterni.

Bisogna, poi, puntare sul rendere l’azienda attraente, per attirare i talenti migliori, e sulla coerenza, ovvero l’immagine che comunichiamo deve essere autentica.
La coerenza è fondamentale soprattutto per la fidelizzazione, in modo da trattenere in azienda i talenti acquisiti. Dobbiamo aumentare il coinvolgimento dei dipendenti per ridurre il rischio di turnover.
L’applicazione delle 4 P del marketing
A dimostrazione del fatto che l’employer branding è a tutti gli effetti una strategia di marketing vi è l’applicazione delle famose 4 P del marketing. In questo caso esse vengono così utilizzate:
- Product: il prodotto in questo caso è la tipologia di lavoro.
- Price: in questo caso è lo stipendio commisurato alla prestazione lavorativa.
- Promotion: è l’insieme di tutte le strategie comunicative.
- Place: il posto di lavoro, inteso sia come luogo fisico che come ruolo ricoperto.
Inoltre, possiamo utilizzare altre strategie comuni del marketing, per il nostro employer branding, come:
- La Brand Analysis: la valutazione qualitativa e quantitativa dei vari aspetti dell’azienda, per scoprire come essa viene percepita dai lavoratori.
- Brand Identity: la capacità dell’azienda di farsi riconoscere dai candidati, distinguendosi dai competitor.
- Candidate Journey: la capacità di mostrare tutti gli step tra il brand e il potenziale candidato.
Sinonimi e strategie analoghe all’employer branding
Nelle strategie di marketing possiamo incorrere in termini analoghi e sinonimi, spesso utilizzati per definire l’employer branding o per ampliare lo stesso concetto.

Essi sono:
- La reputazione aziendale, in questo caso inteso come luogo di lavoro e non come brand.
- L’EVP, l’Employer Value Proposition.
- La Talent Attraction Strategy.
- La Corporate Reputation.
Usi dell’employer branding
Nell’atto pratico possiamo utilizzare le nostre strategie di employer branding nella pagina Lavora con noi o sui social media, mostrando gli ideali aziendali, i benefici e le testimonianze degli attuali dipendenti.
Possiamo definire chiaramente cosa offre l’azienda nell’Employer Value Proposition e coinvolgere i nostri attuali dipendenti come ambasciatori aziendali, attraverso l’Employee Advocacy.
Inoltre, possiamo monitorare le recensioni dei dipendenti e dei potenziali candidati online e comunicare i valori etici aziendali attraverso dei progetti di Corporate Social Responsibility.


