Ceramica Sarda: la Sardegna è una regione ricca di tradizioni e cultura, e l’artigianato sardo è uno dei suoi tesori più preziosi. La tradizione artigianale in Sardegna è antichissima e risale all’epoca nuragica. Nel corso dei secoli, l’artigianato sardo si è evoluto e arricchito con nuove tecniche e nuovi materiali. Oggi l’artigianato sardo è conosciuto in tutto il mondo per la sua originalità e bellezza. Infatti, le opere artigianali sarde sono considerate vere e proprie opere d’arte, capaci di esprimere la cultura e la storia della regione.
Ceramica sarda: una tradizione tramandata di generazione in generazione
L’importanza culturale dell’artigianato sardo è dimostrata anche dal fatto che molti prodotti artigianali sono stati inclusi nell’elenco dei prodotti tradizionali italiani con denominazione di origine protetta (DOP) e indicazione geografica protetta (IGP). Inoltre, l’artigianato sardo rappresenta un’importante attività economica per la regione, in quanto impiega molte persone e costituisce una fonte di reddito per le comunità locali.
L’artigianato sardo ha radici antiche, risalenti all’epoca nuragica. I Nuragici erano infatti abili artigiani, capaci di lavorare il ferro, la ceramica, la pietra e il legno. Con la conquista romana, l’artigianato sardo si arricchì di nuove tecniche e nuovi materiali. Nel Medioevo, l’artigianato sardo si sviluppò ulteriormente grazie all’influenza dei popoli che invasero la Sardegna, come i Vandali e i Bizantini. Durante il periodo giudiziario, dal 1100 al 1400, l’artigianato sardo raggiunse l’apice della sua evoluzione, grazie alla presenza di importanti mercati e fiere, che favorirono lo sviluppo dell’artigianato e del commercio.
Nel periodo spagnolo, dal 1400 al 1700, l’artigianato sardo subì una crisi a causa di guerre ed epidemie, ma riuscì comunque a mantenersi grazie alla produzione di oggetti per le chiese e l’aristocrazia locale. Con il Regno di Sardegna, dal 1700 al 1800, l’artigianato sardo si espanse ulteriormente grazie alla creazione di nuove botteghe artigiane e alla produzione di oggetti per la nascente borghesia. In questo articolo esploreremo la storia dell’artigianato sardo e come essa abbia influenzato le tecniche e i materiali utilizzati nell’arte artigianale della regione.

L’artigianato sardo nel corso dei secoli
Nel corso dei secoli, l’artigianato sardo ha attraversato diverse fasi evolutive. In epoca giudiziaria, raggiunse l’apice della sua evoluzione, grazie alla creazione di oggetti in oro e argento, alla tessitura di fili d’oro e alla lavorazione del corallo. In epoca spagnola, l’artigianato sardo si specializzò nella produzione di ceramiche, nella tessitura e nella lavorazione del ferro battuto.
Nel 1692 venne istituito lo Statuto del ” Gremio dei Figuli di Oristano “. Il figulo è il vasaio e la figulina è l’arte del vasaio o l’oggetto in terracotta stesso. Lo Statuto conferma l’esistenza di una corporazione di artigiani professionisti che producevano stoviglie per uso comune. Nel XIX secolo il generale Alberto Ferrero della Marmora, senatore del Regno di Sardegna, decise di utilizzare l’argilla di alta qualità disponibile in Sardegna per la produzione di tegole e mattoni da costruzione. Ma è il XX secolo che introdurrà a livello nazionale la ceramica sarda con l’artista Ciusa, che nel 1925 aveva aperto la Scuola di Arti Applicate a Oristano, e con i suoi allievi Federico Melis, Ciriaco Piras e altri.
La ceramica artistica Farci, nel laboratorio Assemini (Cagliari), è il risultato di tre generazioni di esperienza, che dal 1927 danno forma all’argilla trasformandola in arte. La duttilità dell’argilla permette la creazione artigianale di splendide ceramiche artistiche. “Ceramiche della Costa Smeralda”, poi diventata Cerasarda, fu fondata nel 1963 per volontà del Principe Karim Aga Khan IV. Frutto di una felice combinazione di cultura, storia, design e tecnologia, le sue ceramiche artistiche hanno contribuito a far conoscere al mondo l’eleganza artigianale sarda.

La ceramica sarda contemporanea
Oggi, l’artigianato sardo è motivo di orgoglio per la Sardegna, una tradizione tramandata di generazione in generazione e che rappresenta un’importante risorsa economica per la regione. Le ceramiche sarde sono famose per le loro decorazioni e le loro forme sinuose, ispirate alla natura e alla cultura della Sardegna. La produzione di ceramiche si basa su tecniche antiche e strumenti tradizionali, come il tornio per modellare le forme e il pennello per la decorazione. Le loro decorazioni hanno motivi geometrici o floreali, realizzate con colori brillanti e intensi. I ceramisti sardi sono famosi per la loro abilità nella lavorazione della terracotta e nella creazione di decorazioni uniche. Tra le ceramiche sarde più celebri troviamo i vasi decorati e le piastrelle da pavimento.
Gli stili ceramici sardi si distinguono per la loro unicità e ogni regione dell’isola possiede una propria identità artistica. Oggi molti giovani ceramisti di talento si dedicano alla figulina con opere sempre più innovative. La produzione moderna coniuga modelli e forme legati alla tradizione spagnola seicentesca dell’estrecho de terra (in sardo chiamato su strexiu ), per bicchieri, stoviglie per la preparazione e la conservazione degli alimenti, recipienti per acqua, vino e olio.


