L’artista Leandro Erlich ha realizzato la prima opera per Reefline, un’installazione sommersa che mira a rigenerare i coralli e la biodiversità marina lungo South Beach. Elrich è un’artista argentino noto per le sue sculture. La sua grande installazione è composta da 22 auto in cemento di qualità marina. Sono sommerse sul fondale oceanico che sembrano andare alla deriva verso il nulla mentre la corrente le attraversa. Questo segna la prima fase della Reefline. Vediamo in cosa consiste questo progetto e perché è diventato così importante per la fauna marina.

Leandro Erlich: l’installazione di Miami Beach
Questo progetto, situato a poca distanza dalle coste di Miami Beach, si propone come un parco di sculture sottomarine, a circa 6 metri di profondità e 240 metri dalla spiaggia, concepito per assomigliare a una barriera corallina ibrida che favorirà la rigenerazione dei coralli e la biodiversità marina. Nei prossimi dieci anni, verranno aggiunte nuove installazioni artistiche fino a raggiungere una lunghezza di 11 chilometri.
Il progetto, che intende dimostrare come arte e scienza possano contribuire a trovare soluzioni concrete ai cambiamenti climatici, è stato sviluppato dall’organizzazione culturale Ximena Caminos e si basa su un piano urbanistico curato dall’architetto Shohei Shigematsu dello studio OMA.
L’immagine di un ingorgo sottomarino è destinata a colpire sia i residenti che i turisti, noti per condividere la frustrazione causata dal traffico paralizzante della Florida meridionale. Le sculture di Erlich sono state realizzate utilizzando rocce e cemento colato e sono progettate per essere ricoperte da coralli vivi. L’artista, famoso in tutto il mondo per le sue sculture e installazioni che disorientano gli spettatori con effetti trompe l’oeil e illusioni ottiche, ha trovato un punto di fuga inaspettato mentre lavorava a Concrete Coral (2025).

Le dichiarazioni dell’artista
«Sott’acqua, questo ingorgo stradale colonizzato dalla natura sembra una civiltà sommersa del passato. Ha qualcosa del mito di Atlantide», ha dichiarato Erlich a The Art Newspaper. «Quest’opera trasforma un mezzo di trasporto dall’impatto negativo in qualcosa che ora è al servizio della natura». I visitatori possono raggiungere l’installazione nuotando, immergendosi, facendo snorkeling, in kayak o utilizzando tavole da paddle elettriche progettate da BMW e SipaBoards.
L’iniziativa, sviluppata dalla BlueLab Preservation Society in collaborazione con la città di Miami Beach. Insieme ad un ampio team di biologi, ingegneri e artisti, è concepita sia come un’attrazione artistica pubblica unica nel suo genere. Sia come un’infrastruttura ecologica a lungo termine. Infatti si espanderà nel corso dei decenni man mano che gli organismi cresceranno sulle strutture. Consolidando un paesaggio sottomarino resiliente.
Durante la Miami Art Week (1-7 dicembre), un centro di apprendimento marino galleggiante è ancorato in loco. Dove scienziati e artisti accolgono il pubblico per esplorare le sfide del ripristino delle barriere coralline e incoraggiarli a piantare i propri coralli. Reefline non è l’unico progetto che questa settimana invita i visitatori a riflettere sull’ecologia marina. Alla vicina fiera Untitled Art, la curatrice Allison Glenn ha organizzato una sezione di progetti speciali incentrata sul tema dell’acqua sia come metafora che come materiale per la creazione artistica.

Adoro l’idea delle opere d’arte parcheggiate sott’acqua
Per immergere le 22 auto di Erlich al largo della costa di Miami Beach, tra la 4a e la 5a strada, alla fine di ottobre, sono servite una chiatta da costruzione lunga 48 metri, gru per carichi pesanti e una logistica impeccabile. Pochi minuti dopo l’installazione, i pesci hanno iniziato a nuotare curiosi intorno alle auto.
“Il progetto Reefline è specifico per Miami”, afferma Erlich. “Si possono avere musei, gallerie o fiere in qualsiasi città del mondo, ma non tutte hanno un mare dove poter piantare coralli.”
La nuova opera reinterpreta Order of Importance, l’installazione che Erlich presentò durante la Miami Art Week del 2019, composta da 66 sculture a grandezza naturale di auto e camion ricoperti di sabbia, disposte in un inquietante ingorgo sulla spiaggia. Quell’opera fece nascere in Caminos l’idea che non fosse sufficiente creare opere che sensibilizzassero sulle tematiche ambientali.


