L’Arte del Legno è una delle discipline più antiche: comprende ebanisteria, intaglio e intarsio. Utilizzato da millenni, il legno rimane un mezzo vitale per gli artisti contemporanei, come Thaddeus Mosley. Il legno è uno dei materiali più antichi utilizzati nell’arte, impiegato fin dalla preistoria per creare sculture, dipinti e oggetti di bellezza . La versatilità, la bellezza e la reperibilità del legno lo hanno reso una scelta popolare tra artisti di tutte le età. Questo articolo vi porterà in viaggio attraverso la storia dell’arte. Partiremo dagli antichi Egizi per poi tornare all’epoca contemporanea.

L’Arte del Legno nella storia
Prima dell’avvento di materiali moderni, come la plastica e il metallo, il legno era uno dei pochi materiali a disposizione degli artisti. Fin dall’inizio dei tempi, gli artisti hanno riconosciuto il potenziale del legno come medium per le loro opere. Dalle tribù primitive che scolpivano figure e maschere ai maestri rinascimentali che creavano intricate pale d’altare, il legno ha svolto un ruolo cruciale nell’evoluzione dell’arte.
Le prime opere d’arte in legno risalgono a migliaia di anni fa e sono state rinvenute in antiche civiltà come gli Egizi e i Greci. Queste sculture in legno raffiguravano divinità, eroi e figure mitologiche e avevano un significato religioso e culturale. Alcune di queste opere sono sopravvissute fino ai giorni nostri e ci offrono un’importante finestra sulla storia dell’arte lignea. Nel corso dei secoli, le tecniche artistiche della lavorazione del legno si sono evolute notevolmente. Dall’intaglio e dalla scultura alla pittura su legno, gli artisti hanno continuato a sperimentare e innovare. L’avvento di nuovi strumenti e tecniche ha permesso di creare opere d’arte sempre più dettagliate ed espressive.
Durante il Rinascimento, l’intaglio del legno raggiunse il suo apice. Artisti come Michelangelo e Donatello crearono splendide opere d’arte scolpendo figure umane e animali nel legno. Le opere d’arte in legno divennero parte integrante degli edifici e delle chiese rinascimentali, aggiungendo un tocco di bellezza e grandiosità all’architettura. Durante il periodo barocco, il legno intagliato divenne popolare, soprattutto nelle chiese e nei palazzi. Le elaborate decorazioni e i dettagli intricati delle sculture in legno affascinavano il pubblico e dimostravano l’ abilità degli artisti barocchi nel lavorare questo materiale.

La scultura contemporanea
Sebbene l’avvento di nuovi materiali abbia ridotto l’uso del legno come materiale primario per la scultura, molti artisti contemporanei continuano a utilizzarlo. Le sculture in legno offrono una sensazione di calore e autenticità che altri materiali faticano a trasmettere. Gli artisti moderni spesso combinano il legno con altri materiali per creare opere d’arte uniche ed espressive.
Oltre a essere utilizzato per la scultura e l’intaglio, il legno veniva spesso utilizzato come materiale pittorico. La superficie del legno offre una texture interessante e un’ampia gamma di colori, rendendolo ideale per molti pittori. Opere famose come “L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci furono dipinte su tavole di legno. Nella fotografia artistica, il legno viene spesso utilizzato come sfondo o come elemento compositivo. Le diverse tonalità e texture del legno possono aggiungere profondità e interesse visivo alle fotografie. I fotografi d’autore utilizzano il legno per creare immagini suggestive e memorabili.
Nel corso del tempo, molte opere d’arte in legno subiscono danni dovuti all’usura e all’esposizione agli agenti atmosferici. Il restauro delle opere d’arte in legno è di fondamentale importanza per preservare il patrimonio artistico e culturale delle generazioni future. Le tecniche di restauro devono essere eseguite con cura e attenzione per preservare l’autenticità e l’integrità dell’opera.

L’artigianato moderno
Oggi, la lavorazione del legno continua a essere una forma d’arte popolare. Dalle sculture decorative agli oggetti di uso quotidiano, l’artigianato del legno offre un’ampia gamma di possibilità creative. Gli artigiani moderni sfruttano le nuove tecnologie e gli strumenti più avanzati per creare opere d’arte uniche e personalizzate.
“A volte”, ha affermato lo scultore americano Thaddeus Mosley in un’intervista del 2023 al New York Times , “ho voglia di togliere la corteccia e di rimettere in piedi il tronco”. Sebbene non sia la pratica di Mosley, che preferisce “vedere cosa riesce a inventare” di fronte a un particolare pezzo di legno trovato. L’idea che l’impulso fondamentale dello scultore del legno possa essere l’esposizione gestuale del materiale stesso è sia diffusa che storica. Nel suo breve trattato De statua (c. 1464), è così che l’umanista rinascimentale Leon Battista Alberti suggerì l’inizio della scultura stessa.
Gli artisti che volevano creare immagini, sostiene, a volte vedevano i contorni (lineamenta) di una figura in “tronchi d’albero, o zolle di terra, o altri oggetti senza vita”, che necessitavano solo di poche piccole modifiche per essere realizzati. La statuaria greca ha avuto origine dagli xoana, pezzi di legno grezzo destinati al culto, in seguito sostituiti da immagini figurate di divinità, e più tardi ancora dalla pietra. Nell’Europa centrale e settentrionale, gli archeologi hanno scoperto “divinità a palo”, come l’idolo di Broddenbjerg, conservato nelle torbiere: pezzi di legno grezzo, spesso biforcuti, destinati alla venerazione.

Le opere di Mosley nell’Arte del Legno
L’opera di Mosley sfrutta questi impulsi arcaici, attingendo al contempo alle astrazioni del modernismo, alle stilizzazioni della scultura africana e ai processi improvvisativi del jazz. Le sue recenti mostre hanno raggruppato forme verticali oblique, alcune in bilico in un’insolita precarietà. Ali pesanti che si protendono da colonne apparentemente troppo esili per contenerle, o oggetti approssimativamente circolari o sferici impilati su una base inclinata. Altri si ergono, come un Brâncuși, come totem ritmici di forme simili, o compongono forme ingegnosamente articolate di legno lavorato.
In Bark (2008), invece di erigere il tronco per ammirarlo, Mosley mostra la corteccia spogliata di un noce in una spirale libera come una virgola che si srotola: una collaborazione tra le ondulazioni irregolari del tessuto esterno dell’albero e la geometria che l’occhio e la mano dell’artista ne creano. Mosley descrive le sue opere come “astrazioni animate”. Definire il suo lavoro “astratto”, tuttavia, contraddice il modo in cui le sue sculture, in quanto caso particolare della condizione generale della lavorazione del legno, operano all’interno di regimi di rappresentazione sovrapposti. Mentre il lavoro di Mosley con la forma e la geometria stimola certamente l’immaginazione formale, la pareidolia che Alberti rivendica come origine della scultura.
la percezione di immagini significative in oggetti naturali o motivi casuali, come immagini nelle nuvole. Questo significa che scopriamo immagini nonostante noi stessi: le forme di Mosley mi suggeriscono in vari modi uccelli, grammofoni, cavatappi, alberi, gesti retorici. E, inevitabilmente, il legno non verniciato si mette in primo piano come legno, in modi che coinvolgono l’osservatore oltre l’astrazione o la rappresentazione, e rendono manifesta la vita originaria dell’albero.

Parliamo di Kurtz
Kurtz, che un tempo lavorava come assistente nello studio di Martin Puryear, condivide l’impegno dell’artista più anziano per l’abilità manuale. “La mano umana è ancora infinitamente più complessa di qualsiasi macchina CNC multiasse, quindi continuo a lavorare il legno a mano, non per nostalgia, ma perché il risultato è molto più sfumato e spontaneo per me”, spiega Kurtz. “Il processo che utilizzo sarebbe molto familiare all’artigiano di 100 anni fa”.
Le sculture di Kurtz sembrano impossibili, come modelli di teorie astrologiche ancora da dimostrare. Sono spesso incredibilmente sottili, con il legno che termina in minuscole punte o si arriccia su se stesso come un nastro allentato. La sua linea di mobili, originariamente lanciata nel 2008 per supportare la sua arte, è più robusta, ma impiega la stessa attenta lavorazione artigianale.
Kurtz ama lavorare entro i limiti del medium, ad esempio reagendo al modo in cui il legno si gonfia o si restringe in risposta ai cambiamenti ambientali, o selezionando le specie legnose più adatte a un particolare lavoro. Ispirato dalle sfide del legno tanto quanto dalla sua malleabilità, osserva: “Mi piace scontrarmi con le regole e vedere fino a che punto posso sfidare le convenzioni per trovare forme accattivanti”.

Rachel Beach
Beach ha imparato a lavorare il legno costruendo pannelli per dipingere, e in seguito lavorando nell’edilizia. Il suo interesse nasce da un legame pratico con il materiale. “Mi piace il rapporto concreto ed elementare del legno con l’edilizia e il lavoro manuale”, afferma. “È una questione storica e umana; un essere umano può costruire una cosa con il legno”.
Il lavoro di Beach fa spesso riferimento ai modi e ai mezzi dell’architettura, ed è particolarmente interessata agli elementi di transizione nell’ambiente costruito: “cuciture che trasformano lo spazio in piano, bordi che incorniciano un’esperienza o un panorama, il punto in cui il pavimento incontra il muro o dove un corridoio si apre su una stanza”, spiega. I riferimenti nei suoi lavori attuali sono di ampio respiro, dalle antiche armature e scudi ai linguaggi simbolici come geroglifici, bandiere navali e tipografia.
Nelle sculture geometriche a scala umana di Beach, si trovano angoli, motivi e colori che ricordano i mobili di Memphis , e forme incise che suggeriscono totem minimalisti o grattacieli moderni. Per Beach, questa affinità con l’ambiente costruito è anche concettuale: “Oltre alle più evidenti relazioni spaziali, strutturali e materiali che il mio lavoro ha con l’architettura, esso [combina] anche il luogo comune con il magico”.


