La pubblicità nasce dall’arte. Per l’esattezza nasce da un mezzo di comunicazione che a sua volta proviene da un linguaggio artistico che ha attraversato un secolo di storia e ha influenzato mode, gusti e immaginari collettivi. Il poster pubblicitario è infatti da sempre lo strumento più utile per attirare l’attenzione nelle strade affollate delle grandi città. Opere d’arte in grado di raccontare non soltanto prodotti ma intere epoche. Oggi vediamo quindi la sua storia e i suoi grandi maestri del colore brillante della Parigi della Belle Epoque alle forme essenziali delle avanguardie.
La Belle Époque e l’inizio del manifesto moderno
La storia del poster pubblicitario inizia a prendere forma nella Parigi di fine ottocento. Un momento in cui la città vive un’esplosione culturale senza precedenti. L’invenzione della litografia colori permette finalmente di poter stampare immagini vivide e in grande formato. Qui, in questo contesto, nasce uno dei più grandi maestri del manifesto: Henri de Toulouse-Lautrec.
Lautrec a uno stile immediato: realizza figure dinamiche capaci di catturare l’essenza della vita notturna parigina. Personaggi che rendono le sue opere d’arte riconoscibili. In particolare i manifesti del Moulin Rouge diventano iconici e aprono la strada ad una nuova concezione della promozione pubblicitaria. Non un semplice annuncio ma uno spettacolo visivo.

Con lui, un altro gigante di questo periodo è Alphonse Mucha, il maestro incontrastato dell’Art Nouveau. Le sue donne eteree, i motivi floreali, le linee sinuose trasformano il manifesto in un sogno decorativo. Mucha non vende solo prodotti: vende atmosfera, stile, aspirazione.
Le avanguardie e la rivoluzione del linguaggio visivo
Proseguendo con la nostra storia, con l’inizio del Novecento, il poster pubblicitario si intreccia con le avanguardie artistiche. Forme, colori e tipografie diventano strumenti per comunicare idee nuove, spesso rivoluzionarie.
Il futurismo italiano, con artisti come Fortunato Depero, porta nel manifesto un’energia esplosiva: diagonali, dinamismo, colori accesi e tipografie sperimentali raccontano una società che corre verso la modernità. Depero è uno dei primi a comprendere che il poster deve essere immediato, potente, leggibile anche a distanza, e che la grafica può trasformarsi in una vera voce creativa.
Parallelamente, la scuola tedesca della Bauhaus ridefinisce l’estetica della comunicazione visiva: linee pulite, forme geometriche, equilibrio tra testo e immagine. Artisti come Herbert Bayer e László Moholy-Nagy stabiliscono principi che ancora oggi guidano il design grafico. I loro poster non gridano: comunicano con rigore e chiarezza, trasformando l’essenziale in un valore estetico.
L’epoca d’oro della grafica italiana
Successivamente i futuristi negli anni 50 e 60 il poster pubblicitario entra in una nuova età dell’oro. L’Italia diventa uno dei centri mondiali del graphic design, grazie a figure che ancora oggi vengono studiate in tutto il mondo.
Tra questi, spicca Armando Testa, maestro dell’ironia visiva e della sintesi grafica. Il suo stile minimale, fatto di forme semplici e concetti immediati, rivoluziona il modo di raccontare i brand. Personaggi come il celebre Caballero e Carmencita entrano nell’immaginario collettivo e mostrano come un poster possa diventare parte della cultura pop.

Accanto a lui, grafici come Bruno Munari, Max Huber e Pino Tovaglia portano nel manifesto una sensibilità modernista che unisce arte, tipografia e comunicazione. Il loro lavoro influenza profondamente l’identità visiva del Made in Italy.
Dal poster al design contemporaneo: un’eredità viva
Oggi, il manifesto pubblicitario non è scomparso: si è semplicemente trasformato. È diventato digital signage, banner, affissione interattiva. Il suo linguaggio visivo continua a guidare gran parte della comunicazione contemporanea. Molti dei principi introdotti dai grandi maestri di cui vi abbiamo parlato vivono ancora nelle campagne moderne, nei social, nei contenuti di brand identity e perfino nel motion design.
Il poster pubblicitario resta dunque uno strumento unico: è immediato, diretto, capace di comunicare un’idea in un solo colpo d’occhio. E il merito di questa potenza visiva appartiene proprio ai maestri che, nel corso di oltre un secolo, hanno trasformato la pubblicità in una forma d’arte.


