Sanremo non è solo musica, moda e spettacolo, ma anche arte, tantissima arte, in giro per la città ma anche, e soprattutto, all’interno del Teatro dell’Ariston, sede del festival della musica italiana.

La scenografia del festival di Sanremo 2026

Tra le tante cose che hanno fatto parlare di sé questo festival di Sanremo 2026 c’è, senza dubbio, la scenografia. Essa è opera dell’architetto scenografo Riccardo Bocchini, che ha fatto dimenticare a tutti il palco ordinato degli ultimi anni, per creare qualcosa di completamente diverso.

L'arte a Sanremo
Palco Sanremo 2026

Qui la parola d’ordine è asimettria, linee imprevedibili e una scena che scende e si insinua nella platea.

I numeri sono incredibili: 120 metri quadri di palcoscenico, 13 scalini motorizzati più uno iniziale, 2800 metri di luci luminose, per un totale di 200.000 pixel, e un ledwall di 250 metri quadri.

Il palco si alza da un lato verso la galleria, mentre dall’altro lato troviamo tre piani di orchestra. Questo gioco di dislivelli sui quali è disposta l’orchestra non è solo effetto visivo ma, teoricamente, esso serve ad annullare la distanza tra chi suona e chi ascolta.

Questa connessione tra pubblico e scena non è una scelta puramente artistica o visiva. Essa vuole riflettere il mondo contemporaneo, dove si abbattono le barriere e si punta sul “siamo tutti uguali”. Allo stesso modo riflette la musica contemporanea, fluida, imprevedibile e spontanea.

Lo schermo

Che dire dello schermo, che non solo è parte integrante del palco, ma è anche un capolavoro di architettura. Una piccola meraviglia tecnologica, scorrevole e motorizzata.

Esso è un ledwall che cambia conformazione a ogni canzone. Il tutto attraverso un sistema di accensioni, spegnimenti e giochi luminosi.

La scala

Come ogni anno il fulcro dell’evento è la scala, dalla quale scendono gli artisti e che diventa l’elemento visivo più importante del festival di Sanremo.

I classici tredici gradini motorizzati che conducono sul palco, più uno, l’ultimo per accedere direttamente al palco. Ma come se non bastasse, quest’anno Bocchini ha voluto strafare, pensando a una seconda scala, una meravigliosa scalinata in vetro che scende direttamente verso la platea.

In questo modo è rafforzato il concetto che anche il pubblico fa parte dell’evento, non come semplice spettatore, ma come un elemento indispensabile di esso.

La facciata dell’Ariston

Passiamo ora all’esterno, perché c’è moltissima arte anche all’esterno del teatro, in particolar modo nella facciata dell’Ariston, che si trasforma in una galleria a cielo aperto.

L'arte a Sanremo
Arte Ariston Gallery

Sono già alcuni anni, in realtà, che la facciata dell’Ariston si è accesa grazie all’installazione luminosa di Marco Lodola, “Il volto degli altri”.

Si tratta di figure senza volto che illuminano l’esterno del teatro e la via principale della città di Sanremo.

Arte Ariston Gallery

All’interno del teatro dell’Ariston non c’è solo musica, ma anche arte. L’Arte Ariston Gallery è uno spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea gestito da Anita Lodola.

“L’arte dentro l’arte, l’arte visiva resa accessibile a tutti”.

In questo spazio si possono trovare le opere di Marco Lodola, Bianca Lodola, Mr. Brainwash, Andy Warhol, Giovanna Fra, Keith Haring, Romero Britto, Andy Bluvertigo.

Giovanna Fra dipinge sospensioni, momenti di isolamento dal contingente, assorti, incantati. Attimi, infiniti, di distacco dalla dimensione più greve e opprimente del materiale, in grado di farci immergere in un altro oceano, sconfinato, indefinibile, alle rive del trascendentale” – Vittorio Sgarbi.

Marco Lodola è lo stesso artista che ha adornato la facciata dell’Ariston e che ritorna anche all’interno del teatro con le sue opere luminose. Ma ci sono artisti che vengono da tutto il mondo, come il giapponese Takashi Murakami, i francesi Arnaud e Adeline Nazare Aga, il brasiliano Romero Britto o l’americana Keith Haring.


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