Opere d’arte prese in prestito, come un libro in biblioteca, per essere esposte in casa propria, rendendo l’arte accessibile a tutti. Scopriamo insieme che cos’è l’artoteca e perché è un modo meraviglioso per avvicinare tutti all’arte.
Cos’è l’artoteca
Possiamo considerare l’artoteca come una biblioteca di opere d’arte a tutti gli effetti. In questi luoghi possiamo prendere in prestito delle opere d’arte, le quali possono essere quadri, dipinti, sculture, stampe, ecc.

Le opere possono essere esposte in casa propria o in altri luoghi. L’idea è nata con l’intenzione di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea e allo stesso tempo supportare gli artisti locali ed emergenti. L’idea si è diffusa nelle biblioteche, nelle associazioni, nelle scuole e anche negli stessi musei. In questo modo l’arte diventa un’esperienza diretta e non limitata alle mura del museo.
Come funziona
In poche parole quest’idea, che si sta timidamente diffondendo anche in Italia, è un nuovo modo di vivere l’arte, portandone un pezzetto direttamente in casa propria.
In questo modo si ha una democratizzazione dell’arte, rendendola accessibile a tutti, anche a coloro che non possono permettersi di acquistarla, ma che vorrebbero, anche solo per un periodo limitato di tempo, esporla in casa propria.
Gestire questa democratizzazione dell’arte non è sempre semplice, per questo l’arduo compito è spesso affidato alle biblioteche comunali o altri enti preposti.
Come dicevamo, inoltre, l’artoteca diventa anche un modo per gli artisti emergenti e locali di farsi conoscere, un circuito alternativo e del tutto innovativo, che permette alle case di chi decide di esporre le opere di diventare una vera e propria vetrina di lancio per gli artisti.
Il funzionamento è del tutto analogo alla presa in prestito di un libro dalla biblioteca. Si sceglie un’opera, tra quelle disponibili in catalogo, e la si porta a casa propria per il periodo di tempo prestabilito (che potrebbe essere, ad esempio, di 90 giorni).
Come nasce l’artoteca
Sebbene in Italia, questo metodo di fruire dell’arte stia prendendo piede da poco tempo, l’artoteca nasce diversi decenni fa.
In alcuni paesi dell’Europa centrale, questo metodo esisteva già negli anni Cinquanta, principalmente come risposta diretta alla profonda crisi dell’arte vissuta in quegli anni. Tra gli anni Sessanta e Settanta, essa si è diffusa moltissimo in Germania, Olanda e Francia.

Per diversi anni esisteva una sola artoteca in tutta Italia: l’artoteca pubblica del centro culturale Multiplo di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia.
Le “biblioteche” di opere d’arte in Italia
L’artoteca di Cavriago vanta un catalogo di circa 150 opere, firmate da 40 diversi artisti. Le opere vanno dalle fotografie, alle opere di grafica su carta, alle tavole originali di fumetti e alle illustrazioni di libri. L’iniziativa risale al 2013 e il centro decise di non optare per un catalogo statico, ma di coinvolgere via via artisti nuovi ed emergenti, in particolare del territorio. Tra le opere offerte, negli anni, ci sono state opere di Calder e Chagall, grafiche di Capogrossi e illustrazioni di Luzzati. Le opere possono essere prese in prestito e hanno una scadenza di 45 giorni, per essere riconsegnate integre.
La seconda artoteca italiana è in realtà un circuito di cinque biblioteche comunali della provincia di Bolzano, coordinate dalla Cooperativa 19. Qui le opere possono essere prese in prestito per 90 giorni. Anche in questo caso i nuovi artisti sono sempre i benvenuti, con call annuali che consentono agli artisti di presentare le proprie opere. Tutte le opere accettate vengono prese in carico per 3 anni, alla fine dei quali vengono restituite agli artisti.
Successivamente sono nate altre artoteche, prendendo timidamente piede nel bel paese: la Biblioteca di San Giorgio, a Pistoia, Gorlago, a Bergamo, il Collegio Rosmini, a Domodossola, e Spino D’Adda.


