Impaginare un libro è un processo importantissimo, delicato e complesso. È proprio durante questo passaggio che un testo smette di essere un file e diventa un vero e proprio libro.
Cosa significa impaginare un libro
Prima di sapere quali sono i passi da fare per impaginare un libro, dobbiamo capire a fondo cosa significa farlo. Sì, perché è proprio in questo processo che si nasconde tutta l’essenza del libro stesso.

Dobbiamo imparare come ragiona la carta stampata, i fondamentali dell’editoria, perché un libro non può e non deve essere letto (e scritto) come una pagina web o un altro tipo di testo.
Il testo da leggere non deve stancare, deve seguire il ritmo della lettura e garantire la leggibilità sul lungo periodo. Inoltre, dobbiamo essere in grado di percepire la qualità del libro anche dalla sua stessa impaginatura e garantire la corretta produzione durante la stampa.
Ci sono molti elementi importantissimi che non possiamo tralasciare mentre lavoriamo a questa fase, come il formato, il numero di pagine, la differenza tra il digitale e la stampa.
La pagina
Quando apriamo un libro ci accorgiamo che il testo stampato al suo interno è armonioso, come se esso sta proprio dove dovrebbe essere. Affinché quest’armonia risulti evidente dobbiamo gestire al meglio lo spazio di una pagina.
L’area che contiene il testo è il cuore della nostra pagina ed è chiamata Gabbia di impaginazione. Questa zona deve coincidere con quella dove l’occhio fa meno fatica. Ciò vuol dire che non deve essere troppo ampia da arrivare quasi ai margini, né troppo stretta da costringere l’occhio ad andare continuamente a capo.
Tra i vari margini, quello interno (ovvero quello vicino al dorso) deve essere sempre più ampio rispetto agli altri, in modo da non costringere il lettore a forzare l’apertura del libro.
Infine, ricordiamoci gli spazi bianchi. In questo caso sono fondamentali per dare respiro al lettore e “costringerlo” a prendersi una pausa.
Impaginare un libro: la tipografia
Dopo la pagina, un altro degli aspetti più importanti è la tipografia.
Partiamo dal font: esso deve essere adatto alla lettura. Ciò vuol dire che deve essere equilibrato, con lettere leggibili e un disegno che non affatichi troppo gli occhi.
Una buona leggibilità non deriva solo dalla scelta giusta del font, ma anche dalla dimensione del carattere, dalla distanza tra le righe e dalla lunghezza delle righe stesse.
Non dimentichiamoci poi di dividere i paragrafi e di distinguerli con il rientro della prima riga.
La struttura del libro
A questo punto non ci resta che parlare della struttura del libro.

Se il nostro libro comprende anche frontespizio, colophon e pagine introduttive, dobbiamo ricordarci che queste non fanno parte della struttura del testo e che vanno trattate come sezioni autonome.
La suddivisione in capitoli è fondamentale ed ogni capitolo inizia con una nuova pagina. C’è poi la numerazione delle pagine, che non si tratta solamente di un dettaglio tecnico, ma di una parte fondamentale della struttura.
Programmi da utilizzare per impaginare un libro
Detto tutto ciò non ci rimane che capire quali sono i programmi più adatti per un lavoro di questo tipo.
Tra i programmi di scrittura più utilizzati troviamo Word ed esso può essere utilizzato anche in fase di impaginazione, ma con la consapevolezza che dispone di alcuni limiti.
Se cerchiamo qualcosa di molto più professionale, invece, possiamo optare per InDesign. Con esso possiamo gestire libri complessi, proprio perché è progettato appositamente per l’impaginazione editoriale.


